Sale altissima la tensione in Campidoglio sul caso Berdini. Dopo il colloquio con la Stampa (‘Raggi impreparata e circondata da una corte dei miracoli. Lei e Romeo amanti e sprovveduti’) e malgrado la precisazione con attacco al giornalista che firma l’articolo (‘Parlavo con due amici, non era un’intervista’), l’assessore all’Urbanistica sempre piu’ in bilico in attesa di un chiarimento faccia a faccia con la sindaca. Forte malumore tra i consiglieri del M5s, alcuni dei quali vorrebbero le sue dimissioni per aver ‘danneggiato la squadra’. ‘Mi aspetto una smentita, a me ha sempre detto il contrario’, ha detto la Raggi gelida, rispondendo ai giornalisti al suo arrivo in ufficio
Sul Campidoglio scoppia il caso Berdini. L’assessore all’Urbanistica, in un colloquio pubblicato da La Stampa, dice che la sindaca Raggi e’ ‘impreparata’ e si e’ circondata di ‘una banda’. Aggiunge che lei e Salvatore Romeo sono ‘sprovveduti’, ‘secondo me erano amanti’. Poi la smentita: ‘Mai data una intervista a La Stampa, parlavo con due amici’. ‘Impreparata? Lo siamo tutti’, dice e attacca il giornalista che firma l’articolo. Il quotidiano replica: ‘Si puo’ capire l’imbarazzo di Berdini, ma questo non giustifica i giudizi inaccettabili sul nostro giornalista’. Intanto, la sindaca Raggi e’ indagata anche per la nomina di Romeo, che sara’ interrogato tra oggi e domani perche’ a sua volta indagato per concorso in abuso d’ufficio nell’inchiesta sulle nomine fatte dalla sindaca. Polemiche per la lettera di Di Maio all’Ordine dei giornalisti con una lista di reporter che per il movimento hanno ‘toccato il limite’. Il presidente dell’Ordine Iacopino replica: ‘Basta liste di proscrizione’.
Non c’e’ pace nella giunta Raggi e a finire nel mirino dei Cinquestelle ono ancora una volta i giornalisti. A scatenare il nuovo caso e’ un articolo del quotidiano La Stampa, che riferisce di un colloquio con Paolo Berdini, nel quale l’assessore all’Urbanistica esprimerebbe alcuni dubbi sulla sindaca. “Su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. I grand commis dello Stato, che devo frequentare per dovere, lo vedono che e’ impreparata. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni – sono le parole di Berdini riportate dal giornale -. Se lei si fidasse delle persone giuste. Ma lei si e’ messa in mezzo a una corte dei miracoli. Anche in quel caso, io gliel’ho detto: ‘Sei sindaco, quindi mettiti intorno il meglio del meglio di Roma’. E invece s’e’ messa vicino una banda”. E sul rapporto tra Raggi e Salvatore Romeo l’assessore avrebbe aggiunto: “Sono proprio sprovveduti. Questi secondo me erano amanti. L’ho sospettato fin dai primi giorni, ma mi chiedevo, com’e’ che c’e’ questo rapporto?”.
Parole pesanti che pero’ vengono smentite nel giro di poche ore dallo stesso assessore che definisce l’autore del pezzo “un piccolo delinquente”. Parlando con RaiNews 24 Berdini infatti spiega: “stavo parlando con due amici e il giornalista, questo piccolo mascalzone, ha carpito alcune frasi. Sindaca impreparata? Tutti noi della Giunta siamo impreparati, anche io mi ci metto, l’avevo gia’ detto. Non immaginavo il baratro che ho trovato: la citta’ e’ messa in ginocchio”. E sulle altre frasi chiarisce: “Non ho mai detto queste cose. Non mi fate scendere nello scantinato in cui e’ sceso questo poveretto”.
Intanto, l’opposizione scalda i motori. “Dopo le durissime parole dell’assessore Berdini che fra l’altro definisce la Raggi strutturalmente incapace, credo che per la sindaca sia giunto il momento di staccare la spina. I romani non possono essere mortificati fino a questo punto, e’ oltre ogni limite. Hanno il diritto di sapere se c’e’ un sindaco alla guida della loro citta’ e oggi hanno avuto una ulteriore prova che questo sindaco non c’e’ piu’. Non c’e’ un timoniere, e’ caduto in mare”, attacca il senatore di Forza Italia Francesco Giro. E la capogruppo del capitolina del Pd Michela Di Biase commenta con sarcasmo: ”Dopo questo salutiamo @paoloberdini che immaginiamo si stia dimettendo #cortedeimiracoli”.
“Questa mattina l’assessore del Comune di Roma Paolo Berdini ha smentito di aver rilasciato delle dichiarazioni al nostro giornale sulla giunta di Virginia Raggi. ‘La Stampa’ conferma parola per parola il colloquio con l’assessore Berdini pubblicato nell’edizione odierna a firma del giornalista Federico Capurso”. E’ quanto si legge in una nota del quotidiano pubblicata sul proprio sito. “Se umanamente si puo’ comprendere l’imbarazzo dell’assessore- prosegue la nota-, questo comunque non giustifica in alcun modo gli inaccettabili giudizi che Berdini ha pronunciato sul collega per cercare di smentire quanto riferito”.
“Oggi ho consegnato al presidente dell’Ordine dei giornalisti la lettera che trovate qui sotto. La campagna diffamatoria nei confronti del MoVimento 5 Stelle deve finire. Vi chiedo DI reagire”. Così il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del M5S, in un video su Fb in cui racconta l’incontro avuto a Montecitorio con il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Enzo Iacopino. “Dobbiamo raccontare a tutti i nostri successi ottenuti nelle città che governiamo”, dice Di Maio annunciando l’incontro in programma con i sindaci 5 Stelle a Roma, per presentare il sito web in cui il Movimento farà il punto sul lavoro portato avanti nei comuni. Sulla sua bacheca, Di Maio posta la lettera consegnata a Iacopino e in cui elenca tutti i nomi dei cronisti a suo dire “scorretti”. “La libertà di stampa è un valore irrinunciabile per ogni Paese democratico – scrive Di Maio – Ma altrettanto irrinunciabile è il rispetto della verità a cui ogni giornalista, per deontologia ed etica professionale, dovrebbe attenersi. In questi giorni abbiamo assistito a uno spettacolo indegno da parte di certa stampa, che ha usato la vicenda di una polizza a vita intestata a Salvatore Romeo, e il cui vero beneficiario è lui stesso tranne nell’ipotesi estremamente improbabile della sua morte, per infangare e colpire in maniera brutale la sindaca Virginia Raggi e l’intero Movimento 5 Stelle”.
“L’operazione di discredito nei confronti della Raggi è – secondo Di Maio – iniziata ben prima che il Movimento 5 Stelle vincesse le elezioni a Roma: lo sapevamo ed eravamo preparati a questo, ma oggi si è toccato un limite che è nostro dovere denunciare”. Da osservatore attento avrà seguito la vicenda sulla polizza e saprà: – elenca dunque Di Maio – che la Raggi non ha mai preso un soldo; che appresa dai magistrati la notizia della polizza, ha immediatamente richiesto che il suo nome venisse rimosso dal documento; che la Procura stessa ha precisato che nella vicenda non si ipotizza alcun reato e che la polizza non è da considerarsi uno strumento di corruzione”. “Su gran parte dei Tg e dei giornali usciti il 3, il 4 e il 5 febbraio, però, gli italiani hanno letto un’altra storia, costruita non su fatti documentabili, ma su menzogne e notizie letteralmente inventate. E anche quando la Procura è intervenuta per ristabilire la verità, i giornali hanno continuato con le ipotesi, i sospetti, i dubbi e le insinuazioni. Nessuno sino ad oggi ha chiesto scusa né a Virginia Raggi, né al Movimento 5 Stelle, né ai lettori. Lei Presidente mi invita a non generalizzare un’intera categoria, ma a segnalarle i casi di comportamenti deontologicamente scorretti”. Segue l’elenco, con tanto di nomi e cognomi e articoli sotto accusa. “Giudichi lei – chiede Di Maio al presidente dell’Odg – se questa è informazione”.