“È diventato uno sport nazionale far sembrare il Movimento 5 stelle il problema, il male dell’Italia ma se cosi’ fosse non ce lo devono dire i nostri detrattori o i giornalisti, ma i cittadini”. Lo dice il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, durante una conferenza stampa del partito. “Vi sfido almeno oggi a parlare dei nostri risultati- aggiunge- siamo una generazione che resiste a tutto quello che ci hanno lasciato quelli venuti prima di noi. Non ci sto alla narrazione dell’incapacita’ del M5s. Per un giorno non parlate di gossip o fake news, ma dei risultati dei nostri sindaci”.
“Sono orgoglioso dei nostri sindaci perché non sono taglia-nastri ma persone che cercano DI realizzare progetti concreti”.
“Noi non siamo classe dirigente ma la classe che resiste a quanti hanno distrutto le cose attorno a noi. Siamo la generazione che sta provando a cambiare le cose fatte dalla vecchia classe dirigente”, ha aggiunto Luigi Di Maio. “Noi ci andremo al governo. Noi siamo gli unici a poter ambire al 40%. E presenteremo il conto a quel signore che ha governato prima e gli chiederemo quanti soldi ci sono nelle sue fondazioni”.
“Siamo passati dalle brioche al golf. Il Senato ha discusso di milioni di euro al torneo Ryder Cup nel giorno in cui un ragazzo si è tolto la vita perché senza lavoro”. Così, ironizzando sulla frase ‘il popolo ha fame, diamogli brioche’, Luigi Di Maio alla conferenza con i sindaci M5S dove è presente anche la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Noi al governo non presenteremo proposte di legge per un torneo di golf ma per il reddito di cittadinanza”, ha spiegato.
“Lo chiamano premio di maggioranza ma è premio di ammucchiata, formula magica per tirare a campare fino al 2018 e prendersi la pensione”, ha detto Di Maio.
“Sono particolarmente contenta di essere qui: ci eravamo impegnati a realizzare questo sito e ci siamo riusciti. Le nostre non sono promesse ma sono impegni. Visto che il sito è aperto a tutti, sfidiamo le nostre città a imitarci. Roma era una città piena di difficoltà e immobile. Rimettere in moto la macchina è come spingere un treno a mani nude, ma per farlo ci vuole tempo”. Così la sindaca di Roma Virginia al convegno con i sindaci M5S
“Noi a differenza di Roma stiamo ancora lavorando sul bilancio e ne approfitto per farle i complimenti”. Così la sindaca di Torino Chiara Appendino in collegamento skype con la camera dicommercio di Roma.
“Luigi Di Maio ha consegnato ieri al presidente dell’ordine dei giornalisti, la raccolta delle balle pubblicate su Virginia Raggi e sul MoVimento 5 Stelle negli ultimi giorni, con l’indicazione Di chi ha firmato quelle fake news. L’ordine dei giornalisti dovrebbe rappresentare il garante del rispetto della deontologia professionale dei suoi iscritti, cosi’ abbiamo segnalato al suo presidente i casi in cui sono state pubblicate notizie false. I giornali, ovviamente, hanno gridato allo scandalo. Si credono una casta intoccabile, chi li mette in discussione e’ un eretico, da bruciare sulla ca(ta)sta del politically correct”. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo in un post dal titolo ‘Giornalisti sull’orlo di una crisi di nervi’. Probabilmente, aggiunge, “si credono immuni perche’ quello che raccontano e’ omologato e copiato sugli altri giornali, perche’ sanno di non avere creato loro, personalmente, quella data notizia: sta anche sugli altri giornali! Una bugia e’ il frutto di un atto volontario con l’intento di arrecare un danno, non e’ un errore. Deve essere costruita a pensata, non e’ una cosa colposa (involontaria) ma dolosa. Si percepiscono come intoccabili, eppure, se mentono, dovrebbero risponderne, a chi e’ stato diffamato ed al pubblico che e’ stato disinformato, penalmente e civilmente. Perche’ si sentono immuni? E’ semplice, si considerano parte di un sistema piu’ ampio, perche’ si tratta di testate differenti solo per il nome, una vera e propria etichetta. L’informazione e’ un prodotto, un contenuto da vendere, ed e’ risaputo che i venditori sono bugiardi. Lo diamo per scontato e non ce ne stupiamo, nel caso dei venditori come oramai in quello dei giornali”. “Ma chi comanda? I direttori che sfornano editoriali in cui si millantano vittime e non carnefici- prosegue-. Gli italiani sanno come funziona il sistema mediatico e chi c’e’ dietro i grandi gruppi editoriali. Avete mai letto un articolo di Repubblica sui 600 milioni che Sorgenia (all’epoca di De Benedetti) non ha mai restituito a MPS? Oppure sulla centrale a carbone di Vado Ligure quando era di De Benedetti? O magari, sulla sua posizione di tesserato numero 1 del Pd? I potenti, quelli veri, sono tutelati da giornali e tv da batterie di fake e demonizzazioni dell’avversario, che oggi e’ uno solo: il MoVimento 5 Stelle. Piu’ ci attaccano, meno sono credibili. Il 2017 sara’ l’anno nero dei giornali: una buona notizia per l’informazione italiana. Quando li vedo chiedersi a vicenda le cose nei Talk, dove si invitano a vicenda, e’ come guardare gente in preda al panico che cerca di rassicurarsi a vicenda”.