Mentre il Pd si da’ le regole per il congresso, Matteo Renzi dalla California scrive che se ‘la politica italiana litiga su tutto, il futuro prima o poi torna e bisogna farsi trovare preparati’. Michele Emiliano lamenta che il segretario dimissionario non gli ha neanche fatto una telefonata dopo la sua candidatura. Vasco Errani, ex governatore dell’Emilia Romagna e attuale commissario per la ricostruzione dove lo ha voluto Renzi, non smentisce le indiscrezioni che lo danno in uscita dal partito e annuncia che ne parlera’ sabato alla riunione di Ravenna. Altri rumors sul nome che i bersaniani daranno al nuovo gruppo politico: ‘Movimento per una costituente della sinistra’, ne faranno parte 36 deputati e 12 senatori.
La rottura nel Pd si consuma: l’ex segretario Bersani annuncia che non rinnovera’ la tessera, e i suoi fanno sapere di essere al lavoro per un nuovo soggetto di centrosinistra. Resta invece fra i dem il governatore della Puglia Emiliano, che sfida Renzi a riunificare il partito. E poi c’e’ il guardasigilli Orlando, che ancora non ha deciso se candidarsi al Congresso. Intanto il segretario uscente dagli Usa dice che mentre la politica litiga su tutto, lui pensa al futuro, e rimanda all’ appuntamento del Lingotto del 10 marzo per la sua mozione congressuale. Rossi: occorre una separazione consensuale, perche’ dopo dovremo re-incontrarci.
“Spero che restino tutti: Rossi, Speranza, pure Bersani e D’Alema”. Così il governatore pugliese Michele Emiliano, in un’intervista al Corriere della Sera, che rispetto ai sondaggi che darebbero gli scissionisti del Pd al 10% risponde: “Mi pare un po’ tanto… Non mi sembrano pronti. Mancano tesi, strutture, organizzazione. Financo un nome”. “Io sono sempre stato leale. Quando mi sono avvicinato a Bersani e agli altri non ho mai parlato di scissione, ma di opposizione a Renzi. Sono loro che mi hanno spiegato che con Renzi non potevano più convivere”, spiega Emiliano, “mi sono detto: sei un vecchio magistrato di frontiera, ne hai viste di ogni, non ti lascerai certo intimidire. Ma devo riconoscere che avevano ragione loro: Renzinon solo aggredisce, è pure anaffettivo”.
La scissione, precisa Emiliano, è una “soluzione estrema. Io non ho promesso nulla. Mi sono preso 48 ore per riflettere. Poi con Speranza e Rossi ho parlato chiaro: lasciare il Pd nelle mani di Renzi come un regalo sarebbe un errore storico; se vogliamo cambiare il Paese dobbiamo avere un partito di una certa dimensione, capace di fare massa critica”.
“Mentre la politica italiana post-referendaria litiga su tutto o quasi, il mondo fuori continua a correre. Ho deciso di staccare qualche ora – mentre il PD scrive le regole per il congresso – e di dedicarmi ad alcuni incontri di qualità in California. Il futuro, prima o poi, torna. E allora facciamoci trovare pronti: anziché litigare sul niente, proviamo a imparare da chi sta costruendo il domani prima degli altri”. Così Matteo Renzi sul suo blog parla del suo viaggio in Usa.
“In questo primo giorno mi ha colpito – tra l’altro – dice Renzi – la visita a Tesla, l’innovativa azienda di auto elettriche che ha il quartier generale a Palo Alto. Ho incontrato il vulcanico fondatore, Elon Musk, una personalità che mi aveva sempre incuriosito molto e che non avevo mai conosciuto prima di oggi. Difficile sintetizzare in breve i contenuti della chiacchierata. La scommessa sulle energie alternative per la mobilità, ma anche per la casa, il sogno di rendere possibile la vita su Marte, il super treno chiamato HyperLoop che sta facendo i primi esperimenti proprio in questi mesi, il design, l’Europa, la sostenibilità”.
La questione ambientale, legata alla sostenibilità e alla green economy, è sempre più centrale nel mondo. Durante i mille giorni abbiamo fatto molto per questo settore ma ne abbiamo parlato poco. E ad ogni modo quello che abbiamo fatto ancora non basta. Tutto il tema del rapporto tra energia, fonti alternative, digitalizzazione pone degli scenari molto interessanti, su cui in tanti stanno lavorando in a cominciar dall’Enel di Francesco Starace, che mi ha spesso evidenziato le concrete possibilità date all’Italia dal rapporto tra energia e nuove tecnologie”. Così Matteo Renzi, nel suo blogh, parla del suo viaggio in Usa. “La sfida per l’auto elettrica, – continua – i contatori digitali, le città intelligenti, il consumo sostenibile e consapevole non sono più questioni da addetti ai lavori, ma grandi temi del nostro futuro prossimo. Ci torneremo sopra a cominciare dall’appuntamento del Lingotto (10-12 marzo) dove discuteremo a lungo anche di questo”
“Lo so, lo so: va di moda il pessimismo cosmico. Quelli bravi ti suggeriscono di non essere ottimista e di assumere un tono corrucciato quando si parla di innovazione. Il rischio che lo sviluppo delle nuove tecnologie crei problemi occupazionali piu’ seri di quanto immaginato fino a qualche anno fa e’ preoccupazione vera e tangibile. Ma e’ anche vero che nel corso della storia da sempre le rivoluzioni tecnologiche creano nuove opportunita’ di lavoro, non solo problemi”. Lo scrive Matteo Renzi sul suo blog, dando conto della visita a Palo Alto, nel quartier generale Tesla, dove ha incontrato Elon Musk, patrono della casa di auto elettriche. “Non credo, insomma, ai profeti della societa’ senza lavoro: credo nell’uomo, nella sua intelligenza, nei suoi valori. E credo che non si possa vivere nella paura di tutto, sempre. Certo, dovremo trovare nuove forme di protezione sociale per chi non ce la fa (e anche su questo vi rimando al Lingotto). Dovremo studiare forme diverse di welfare, piu’ vicine alle esigenze dei nostri ragazzi”, ha aggiunto Renzi. “Ma dobbiamo anche educare specie i piu’ giovani a provarci, a mettersi in gioco, a coltivare idee e sogni. Non tutti diventeranno Elon Musk, e’ ovvio. Ma dobbiamo costruire un Paese in cui almeno sia possibile coltivare l’idea di provarci. E ancora c’e’ molto da fare”, ha aggiunto.