L’informativa del Ministro della Difesa Guido Crosetto alla Camera dei Deputati ha segnato un punto di estrema tensione nel dibattito politico italiano, proprio mentre l’orologio corre verso la scadenza dell’ultimatum di Donald Trump a Teheran.
Davanti a un’aula tesa, il Ministro Crosetto ha difeso la linea della “coerenza strategica”. Il titolare della Difesa ha ribadito che il sistema di sicurezza italiano poggia su trattati NATO e accordi bilaterali vecchi di 75 anni, che nessun governo ha mai messo in discussione.
Crosetto ha rivendicato il “coraggio di dire no” agli Stati Uniti, riferendosi al blocco dell’uso della base di Sigonella per i bombardieri diretti in Iran. Tuttavia, ha chiarito che l’Italia non può permettersi “rotture isteriche” o una “subordinazione infantile”.
“Rispettare gli accordi non significa essere coinvolti in una guerra. Noi non siamo in guerra con l’Iran”, ha scandito il ministro, definendo lo scenario globale “una follia che ha preso il mondo”.
Intervenendo poi a Cinque Minuti su Rai 1, Crosetto ha espresso dubbi sulla reale efficacia militare delle minacce di Trump: “Un Paese non cade in una notte. L’esperienza in Afghanistan e Ucraina ci insegna che la resistenza dipende dalla capacità di soffrire dei popoli”.
IL PD ATTACCA: “DICHIARAZIONI PREOCCUPANTI, IL MINISTRO HA PERSO LUCIDITÀ”
Il Partito Democratico ha reagito duramente, accusando il Ministro di non aver condannato con sufficiente chiarezza la natura “illegale e unilaterale” dell’offensiva di Trump. Chiara Braga (Capogruppo PD): “Un’altra occasione mancata. Crosetto non ha chiarito il punto fondamentale: l’Italia deve dire che non concederà le basi per una guerra illegale che trascina il mondo nel caos”.
Commissione Difesa PD: In una nota congiunta, gli esponenti dem hanno parlato di una “evidente perdita di lucidità” da parte di Crosetto, criticando il paragone tra le attuali tensioni e le missioni multilaterali del passato. L’attacco si è poi spostato sul piano politico: “Non c’è da stupirsi da chi vorrebbe Trump, che accende conflitti ovunque, candidato al Nobel per la Pace”.