Non si esclude l’ipotesi attentato nelle indagini sullo schianto nel Mar Nero di un aereo militare russo costato la vita alle 92 persone a bordo, tra cui il coro dell’Armata rossa. Il Tupolev 154 del ministero della Difesa era in viaggio verso la Siria, dove il coro avrebbe dovuto cantare nella base russa di Latakia per le truppe. Putin ha promesso “un’inchiesta approfondita” e ha proclamato per oggi il lutto nazionale. Condoglianze da Assad. Obama e Abe oggi a Pearl Harbour.
Un aereo militare russo decollato da Sochi e’ precipitato nel Mar Nero. A bordo c’erano 92 persone, 8 membri dell’equipaggio e 84 passeggeri. Non ci sono sopravvissuti. Sul velivolo viaggia anche il Coro dell’Esercito russo, circa 50 persone, e 9 giornalisti. I rottami sono sparsi in un’area di 1,5 km lungo la costa, alla profondita’ di circa 50-100 metri, dall’acqua affiorano i primi corpi delle vittime, a circa 6 km dalla costa. Oggi giorno di lutto nazionale. Assad ha inviato le sue condoglianza a Putin.
Sono 92 i passeggeri a bordo dell’aereo russo precipitato nella notte mentre era in viaggio verso la Siria. Sull’aereo si trovano militari russi e membri di un rinomato coro e compagnia di ballo militare, l’Alexandrov Ensemble, noto come Coro dell’Armata Rossa, che doveva volare in Siria presso la base aerea Hmeymim per intrattenere il personale militare durante le festività.
Fra i passeggeri c’erano nove reporter. La Interfax news agency ha fatto sapere che l’aereo non avrebbe lanciato nessun segnale di SOS prima di sparire dai radar. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto ai giornalisti che è ancora troppo presto per dire con certezza che cosa abbia causato l’incidente. Il presidente Vladimir Putin è stato stato tenuto al corrente degli ultimi sviluppi, ha aggiunto Peskov.
I rottami dell’aereo militare russo precipitato nel mar Nero poco dopo il decollo da Sochi sono sparsi in un’area di 1,5 chilometri lungo la costa, alla profondita’ di circa 50-100 metri. Lo rende noto l’agenzia Ria Novosti ripresa dai media russi.
Il ministero della Difesa ha pubblicato sul proprio sito la lista dei nomi dei passeggeri. Tra questi ci sono anche alti responsabili come il direttore del Coro dell’Armata rossa, Vale’ri Khalilov, e il capo dipartimento della cultura del ministero della Difesa, Anton Goubankov. Lo scrive Russia Today. La lista include 8 membri dell’equipaggio, 8 militari, 64 membri del Coro, due responsabili civili, un membro di un’organizzazione umanitaria internazionale e 9 giornalisti. Si tratta degli inviati dei canali Ntv, Channel One e Zvezda.
Il coro dell’esercito sovietico fu creato nel 1928 sotto la direzione di Aleksander Aleksandrov, il compositore del noto inno nazionale dell’Unione sovietica oggi inno della Russia. L’attuale coro dell’esercito russo ha portato avanti la tradizione del vecchio complesso sovietico esibendosi in spettacoli in tutto il mondo. A bordo del velivolo viaggiavano 92 persone, tra cui otto membri dell’equipaggio, 9 giornalisti, il responsabile del dipartimento culturale del ministero della Difesa Anton Gubankov, 8 militari e due funzionari civili. Tra i passeggeri anche Elizaveta Glinka, conosciuta in Russia come “Doctor Liza”, responsabile di una nota associazione di beneficenza.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato un’inchiesta sul disastro aereo. A capo della commissione d’inchiesta ci sara’ il premier, Dmitri Medvedev. Il Tupolev Tu-154 era partito da una base nei pressi di Sochi nella Russia meridionale ed era diretto in Siria. A bordo anche una sessantina di componenti del coro dell’Armata rossa. Putin ha espresso le condoglianze ai parenti delle vittime per la tragedia. Tra le possibili cause dell’incidente quelle di una avaria o l’impatto con uno stormo di uccelli.
La Commissione investigativa russa, che indaga sulle cause dell’incidente dell’aereo militare russo TU-154, ritiene che sia prematuro parlare di un atto di terrorismo ma, a differenza di altre fonti che in precedenza avevano escluso questa ipotesi, ritiene ora che anche questa pista possa essere seguita. Lo ha fatto sapere il ministro dei Trasporti russo, Maxim Sokolov, citato dall’agenzia Interfax, aggiungendo che non sono state ancora ritrovate le due scatole nere del velivolo.