Il presidente Usa ribatte “ha perso la ragione”. TRUMP DIFFIDA BANNON PER LIBRO, “VIOLATO ACCORDO” FURIA PRESIDENTE USA, “SVELATE INFORMAZIONI CONFIDENZIALI”
Gli avvocati di Donald Trump hanno inviato una lettera di diffida all’ex chief strategist della Casa Bianca Steve Bannon, sostenendo che ha violato un accordo di non divulgazione parlando all’autore del libro “Fire and fury: inside the Trump White House” del “presidente, dei membri della sua famiglia e della societa’, svelando informazioni confidenziali all’autore Michael Wolff e facendo dichiarazioni denigratorie e in alcuni casi completamente diffamatorie”. Nel libro Bannon accusa Trump anche di aver partecipato ad un incontro con una delegazione russi durante la campagna elettorale nella Trump Tower.
Paul Manafort ha denunciato il procuratore speciale Robert Mueller e il dipartimento per la Giustizia statunitense sostenendo che le accuse nei suoi confronti riguardano questioni di affari che non hanno nulla a che fare con l’indagine, anche conosciuta come “Russiagate“, su presunte interferenze del Cremlino durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2016. Manafort, ex capo della campagna elettorale di Donald Trump e’ stato incriminato per diversi capi d’accusa, tra questi: cospirazione contro gli Stati Uniti, riciclaggio di denaro, falsa testimonianza e altri nove. Condannato agli arresti domiciliari nell’ottobre 2017 e a una cauzione di 10 milioni di dollari, Manafort non avrebbe dichiarato al fisco 18 milioni di dollari dal 2006 al 2016. Denaro usato per condurre uno stile di vita “sfarzoso”, secondo l’accusa.
Le entrate sarebbero frutto della collaborazione di Manafort con un partito pro Russia in Ucraina. Analoghe accuse sono state mosse anche al socio di Manafort, Rick Gates. Oltre a Manafort e Gates, e’ stato incriminato anche George Papadopoulos, consulente per la politica estera di Trump durante la campagna elettorale, che si e’ dichiarato colpevole di aver mentito al Federal Bureau of Investigations (Fbi) circa i suoi contatti con autorita’ russe o persone a loro vicine che offrirono rivelazioni compromettenti contro la sfidante di Trump, Hillary Clinton. Manafort e Gates hanno sempre respinto gli addebiti. Se le accuse venissero provate, i due rischierebbero fino a 20 anni di carcere.
Sarah Sanders, la portavoce del presidente americano Donald Trump, ha definito “pieno di resoconti falsi o fuorvianti da parte di individui senza accesso o influenza alla Casa Bianca” il libro che sarà pubblicato la prossima settimana, dal titolo ‘Fire and Fury: Inside the Trump White House’, scritto dal giornalista Michael Wolff, in cui si trovano alcuni commenti dell’ex stratega della Casa Bianca, Steve Bannon. Bannon ha descritto come “sovversivo” e “antipatriottico” un incontro tra il figlio del presidente Donald Trump, Don Jr, e un’avvocatessa russa, Natalia Veselnitskaya, avvenuto durante l’ultima campagna elettorale americana.
TRUMP SCIOGLIE COMMISSIONE SU BROGLI ELEZIONI “MOLTI STATI SI SONO RIFIUTATI DI FORNIRE I DATI NECESSARI”
Donald Trump ha sciolto la controversa commissione incaricata di indagare su presunte frodi elettorali nelle presidenziali del 2016, vinte dal tycoon nonostante gli oltre tre milioni di voti popolari in piu’ ottenuti da Hillary Clinton. Una differenza che il magnate aveva spiegato evocando brogli di massa finora mai provati. Il tycoon ha motivato la decisione con il rifiuto da parte di molti Stati di fornire i dati necessari.
LA CASA BIANCA VIETA I CELLULARI NELLA WEST WING, ‘sicurezza’ IL BANDO PER LO STAFF E GLI OSPITI. MALUMORE TRA I DIPENDENTI
Dalla prossima settimana la Casa Bianca mette al bando i telefonini nella West Wing per lo staff e anche per gli ospiti, per motivi di sicurezza. Lo rende noto la portavoce Sarah Sanders spiegando che “la sicurezza e l’integrita’ dei sistemi tecnologici alla Casa Bianca sono una top priority per l’amministrazione Trump”. Il divieto, imposto dal capo di gabinetto John Kelly, sta suscitando malumore tra diversi membri dello staff, che temono di non riuscire a restare in contatto con le famiglie nelle lunghe ore di lavoro.