Il 4 ottobre, giorno in cui si celebra San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, tornerà a essere festa nazionale a tutti gli effetti, con conseguenti ripercussioni su attività lavorative e scolastiche. Il Senato, riunito in sede deliberante, ha dato l’ok definitivo al disegno di legge che istituisce la ricorrenza come festività nazionale a partire dal 2026.
Il primo impatto sul calendario si avrà però solo nel 2027, poiché il 4 ottobre 2026 cadrà di domenica. La nuova normativa, approvata nell’ottavo centenario della morte del “Poverello d’Assisi”, aggiunge così un nuovo giorno di riposo retribuito, equiparandolo alle altre festività nazionali come il Natale o il Primo Maggio.
La data del 4 ottobre era già una solennità civile in onore dei Patroni speciali d’Italia, San Francesco e Santa Caterina da Siena, istituita nel 1958. Tuttavia, una legge del 1977 aveva rimosso la riduzione dell’orario di lavoro negli uffici pubblici per le solennità civili, trasformando de facto il 4 ottobre in una ricorrenza celebrativa, ma non in un giorno festivo lavorativo. Con questo provvedimento si ripristina lo status di festa nazionale, con l’applicazione di orari non lavorativi e l’obbligo di corresponsione di trattamenti retributivi aggiuntivi in caso di lavoro.
La notizia è stata accolta con “gioia e soddisfazione” dalla premier Giorgia Meloni. “Il Governo ha appoggiato convintamente l’iter della proposta, che ha raccolto e fatto suo l’appello lanciato un anno fa da Davide Rondoni,” ha scritto Meloni in una nota.
Il Presidente del Consiglio ha sottolineato il valore simbolico della decisione, evidenziando il sostegno bipartisan e pressoché unanime del Parlamento. “È un segnale importante dell’unità che si ritrova in politica attorno ad una delle figure più rappresentative e distintive dell’identità nazionale. Un Santo amato da tutto il popolo italiano e in cui tutto il popolo italiano si riconosce,” ha aggiunto. Meloni ha concluso definendo la Festa nazionale come un’occasione per “celebrare un uomo straordinario e ricordarci, ogni anno, chi siamo e cosa ci unisce nel profondo.”
Anche la senatrice Michaela Biancofiore (Civici d’Italia, NM, Udc, Maie) ha espresso la sua gioia, definendola “doppia” in quanto San Francesco è anche il protettore degli animali. “D’altronde, quale santo diverso, quale altra personalità così profonda e unificante poteva essere il protettore dei nostri amici animali se non il Poverello di Assisi?” ha commentato.