LA CINA REAGISCE
L’EUROPA CONTRO LA SOSPENSIONE, ‘COSI’ E’ UN RICATTO’
Prepara la sua reazione Pechino dopo il pacchetto Usa di altri dazi e sanzioni per 60 miliardi di dollari: la Cina mette nel mirino 128 prodotti Usa con misure da 3 miliardi, operative in
assenza di un accordo. Borse europee e asiatiche sempre pesanti. La commissaria Ue al commercio Malmstroem lancia un altola’ a Washington mentre per Jean-Claude Juncker ‘sembra altamente impossibile coprire tutte le questioni Ue-Usa da qui al primo maggio’ che necessitano di essere discusse. Tusk, la Ue chiede l’esenzione permanente dai dazi Usa.L’Europa non e’ fonte di problemi nei settori acciaio-alluminio, l’Ue e gli Usa devono affrontare le questioni insieme, e le discussioni non devono essere soggette a scadenze artificiali. La commissaria Ue al commercio Malmstroem lancia via su Twitter questo altola’ a Washington dopo l’esenzione temporanea all’Ue sui dazi Usa sino al primo maggio. Le fa eco il presidente del consiglio europeo Tusk (‘chiediamo l’esenzione permanente’) interpretando il pensiero dei leader europei. Prepara invece la sua reazione Pechino dopo il pacchetto Usa di altri dazi e sanzioni per 60 miliardi di dollari: la Cina mette nel mirino 128 prodotti Usa con misure da 3 miliardi, operative in assenza di un accordo. Borse europee sempre pesanti.
Donald Trump ha firmato alla Casa Bianca il Section 301 action’, che introduce tariffe ed altre sanzioni per un valore annuo di almeno 60 miliardi di dollari contro la Cina, accusata di rubare agli Usa segreti tecnologici e commerciali, privando le societa’ americane di ricavi per miliardi di dollari e cancellando migliaia di posti di lavoro. Il Presidente americano spiega di avere un “rispetto enorme” per il presidente cinese Xi e vede Pechino come “un amico” ma che il deficit commerciale americano con la Cina e’ “troppo alto”. Intanto il rappresentante al commercio Usa Robert Lighthizer annuncia che Trump ha deciso che una serie di alleati tra cui Europa, Australia, Corea del Sud, Argentina e Brasile saranno esentati dai dazi su acciaio e alluminio che entreranno in vigore stanotte.
Trump ha firmato un memorandum con cui gli Stati Uniti stabiliscono dazi per circa 60 miliardi di dollari su oltre 100 prodotti cinesi. “Riusciremo a trovare migliori accordi commerciali – ha detto Trumpalla Casa Bianca – ma per ora dobbiamo prendere un provvedimento. Abbiamo un deficit commerciale di 504 miliardi di dollari o, dipende da come lo calcoliamo, di 375 miliardi con la Cina. Si tratta del più grande deficit commerciale nella storia del mondo. Il più grande della storia dell’umanità abbiano un enorme debito di proprietà intellettuali”. La Cina, poche ore prima che Trumpconfermasse il provvedimento, ha pubblicato una nota, sostenendo di essere pronta a difendersi. “Ci opponiamo fermamente all’unilateralismo e al protezionismo degli Stati Uniti”, si legge nella nota in cui Pechino sostiene che “prenderà tutte le misure necessarie per difendere in modo convinto i propri diritti e interessi legittimi”. Una guerra commerciale in arrivo? Su questo punto ha rassicurato il segretario al Commercio, Wilbur Ross, ricordando che non ci sarà alcuna guerra con la Cina e che le ritorsioni cinesi non sono “la fine del mondo”.
Ma Trump ha parlato anche dell’Europa, che per ora non è stata presa di mira. Parlando di Unione europea, la notizia è un’altra: “Abbiamo appena iniziato i negoziati con l’Unione Europea perchè in un certo senso hanno escluso il nostro paese, ponendo delle barriere commerciali. Possono fare scambi con noi ma noi non possiamo con loro. Non è giusto”, ha detto Trump. Ma sembra che Bruxelles debba prendere sul serio i negoziati che l’amministrazione Usa sta portando avanti per arrivare a un accordo più favorevole per gli Stati Uniti. Intanto il rappresentante del Commercio americano Robert Lighthizer ha detto che l’Ue sarà esclusa dai dazi sull’alluminio e sull’acciaio, insieme a Brasile, Argentina, Corea del Sud, Canada e Messico. Ma questo non vuol dire che in futuro, se Trump non avrà i risultati che si aspetta, non possa imporre provvedimenti e restrizioni all’Europa. Trump ha detto che nel complesso gli Stati Uniti hanno 800 miliardi di dollari di deficit commerciale a livello globale. A Wall Street i colossi tecnologici cinesi continuano in rosso: Alibaba perde il 4,4%, la conglomerata Tencent il 5%, il motore di ricerca Baidu il 4,3%. Un crollo molto più alto rispetto ai tech americani: Amazon perde l’1,3% e Alphabet il 2,3%. Infine anche i gruppi americani che producono acciaio e alluminio perdono terreno. Il mercato infatti crede che alla fine la maggior parte dei produttori internazionali non pagherà i dazi e questo non salverà certo i colossi Usa che Trump ha promesso di aiutare.
L’ambasciatore cinese negli Stati Uniti, Cui Tiankai, ha avvertito Donald Trump che la nazione asiatica rispondera’ ai dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti, spiegando che a pagarne il prezzo sara’ la classe media americana. “Non vogliamo una guerra commerciale”, ha detto il diplomatico in un video pubblicato sulla pagina Facebook dell’ambasciata. “Ma non ne abbiamo paura”. Cui – scrive il “Toronto Star” – ha detto che le accuse di violazioni della proprieta’ intellettuale sono “infondate” e il suo paese “certamente combattera’ e si vendichera’. Se vogliono giocare duro, allora giocheremo duro con loro e vedremo chi resistera’ piu’ a lungo”. Per l’ambasciatore, le sanzioni commerciali di Trump contro la Cina non hanno “alcun senso economico”, perche’ l’escalation del conflitto “influenzera’ la vita quotidiana della classe media americana, il bilancio delle imprese americane e gli indici del mercato finanziario”.