Un acceso scontro istituzionale ha scosso la politica italiana in seguito alle dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha chiesto la smentita su quanto pubblicato dal quotidiano ‘La Verità’ che accusava consiglieri del Quirinale di “manovre” contro il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
La miccia è stata innescata da un articolo del quotidiano La Verità, diretto da Maurizio Belpietro, intitolato “Il piano del Quirinale per fermare la Meloni”. L’articolo sosteneva che “consiglieri di Mattarella”, in particolare Francesco Saverio Garofani (ex parlamentare PD), si starebbero “agitando nella speranza di fare uno sgambetto a Giorgia Meloni” per impedirle di concludere il mandato e ricandidarsi nel 2027.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, l’obiettivo sarebbe favorire una “grande lista civica nazionale” o provocare uno “scossone provvidenziale”, magari attraverso un fallimento del referendum sulla giustizia o una crisi finanziaria, per togliere voti al centrodestra.
Bignami ha ripreso queste ipotesi, affermando: “Confidiamo che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio… dovendone diversamente dedurne la fondatezza.”
La reazione della Presidenza della Repubblica è stata immediata e durissima, esprimendo “stupore” per le parole del capogruppo del partito di maggioranza relativa.
“Al Quirinale si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo.”
Il direttore de La Verità, Maurizio Belpietro, ha prontamente replicato, sostenendo di “confermare parola per parola” quanto pubblicato e definendo “ridicolo chi silenzia” e il tentativo di mettere il “silenziatore” a dichiarazioni inquietanti.
L’episodio ha immediatamente innescato il caos alla Camera. Le opposizioni in blocco (PD, M5S, AVS, Azione) hanno chiesto un’informativa urgente della premier Giorgia Meloni in Parlamento per chiarire la posizione del Governo.
Chiara Braga (Capogruppo PD): Ha definito le parole di Bignami “inaccettabili”, chiedendo a Meloni di “rendere conto al Parlamento e al Paese” e di prendere le distanze per evitare un “conflitto senza precedenti”.
Angelo Bonelli (AVS): Ha accusato Bignami di un “attacco inaudito” che mira a “delegittimare la figura del presidente Mattarella,” chiedendo a FdI di porgere le scuse.
Intervenendo in Aula, Bignami ha cercato di difendere la sua posizione, precisando di non aver mai citato il Quirinale come destinatario della richiesta di smentita, ma di averla rivolta al consigliere Garofani, a cui le frasi erano state attribuite dal giornale.
“Noi non ci facciamo insegnare la grammatica istituzionale dalle sinistre,” ha tuonato Bignami, definendo la reazione delle opposizioni un “attacco ignobile” e aggiungendo che la richiesta di informativa alla Premier era “del tutto superflua.”