La notte appena trascorsa ha visto un nuovo, violento assalto aereo della Russia sull’Ucraina, che ha provocato nove vittime nella parte occidentale del Paese, colpendo in particolare le città di Leopoli e Ternopil. La vicinanza dei bombardamenti al confine NATO ha innescato una reazione immediata nei Paesi limitrofi.
Polonia e Romania hanno mobilitato i loro velivoli da guerra. Varsavia ha fatto decollare aerei polacchi e alleati per “salvaguardare il proprio spazio aereo,” chiudendo in via precauzionale gli aeroporti di Rzeszów e Lublino. Simile mossa a Bucarest, dove il Ministero della Difesa ha confermato il decollo dei jet rumeni in seguito a una nuova incursione di droni russi.
In un ulteriore segnale di inasprimento delle relazioni, la Polonia ha annunciato la chiusura del consolato russo di Danzica, l’ultimo rimasto nel Paese, in risposta a un presunto sabotaggio ferroviario avvenuto il giorno precedente.
Mentre il conflitto sul campo si intensifica, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta tentando di sbloccare lo stallo negoziale inviando a Kiev una delegazione di alto livello del Pentagono. Secondo il Wall Street Journal, l’iniziativa mira a rilanciare i colloqui di pace.
La delegazione, guidata dal Segretario dell’Esercito Dan Driscoll e accompagnata da alti ufficiali come il Generale Chris Donahue e Randy George, ha in programma incontri con il Presidente Volodymyr Zelensky e i vertici delle istituzioni e delle forze armate ucraine. La Casa Bianca scommette sul fatto che Mosca possa essere più ricettiva a interlocutori che rappresentano il settore statunitense della Difesa.
Driscoll, che dovrebbe incontrare funzionari russi in un secondo momento, ha il compito di “valutare la situazione sul campo” e riferire al Presidente, il quale si dice determinato a “fermare le uccisioni e chiudere un accordo per porre fine alla guerra.” L’iniziativa arriva dopo mesi di stallo diplomatico e nonostante il Cremlino abbia preferito non commentare le indiscrezioni su un nuovo piano segreto per la pace.
Dal canto suo, il Cremlino respinge le accuse di aver colpito obiettivi civili. Il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che le forze armate russe “prendono di mira esclusivamente obiettivi militari e paramilitari.”
Peskov ha inoltre approfittato dello scandalo corruzione in Ucraina per attaccare Kiev, parlando di una “tossicità del regime di Kiev” che “si percepisce anche in Europa,” provocando un “serio disagio” tra gli alleati.