POLEMICA SUL SOTTOMARINO USA CHE ERA A NAPOLI A MARZO
Russia e Siria ritengono che a Duma non ci siano le “condizioni di sicurezza” per l’ingresso degli ispettori dell’Opac. Lo rivela il capo dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche confermando che gli ispettori non hanno ancora potuto iniziare il lavoro. Gli Usa insistono perche’ sia consentito il loro accesso senza restrizioni. Una fonte militare israeliana intanto ammette l’attacco alla base T4 di Tayfur in Siria da cui era partito un drone armato contro lo Stato ebraico. Trump smentisce Macron: ‘I militari Usa torneranno a casa al piu’ presto’. E chiede agli alleati piu’ impegno militare e finanziario. L’Ue e’ pronta a prendere in considerazione l’ipotesi di ulteriori sanzioni in futuro. Il sottomarino nucleare Uss John Warner, di cui il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha lamentato la presenza in rada lo scorso 20 marzo, ha partecipato all’attacco in Siria.
E’ minata la strada che porta verso Duma, in Siria, nei luoghi dove sabato 7 aprile sarebbero stati lanciati gas tossici e dunque gli esperti in armi chimiche che si stanno recando sul posto per accertare cosa sia effettivamente accaduto non vi arriveranno prima di mercoledi’. Lo ha reso noto l’ambasciata russa presso l’Opac, l’Organismo per la Proibizione delle Armi Chimiche, i cui tecnici si stanno recando a Duma. In una conferenza stampa organizzata presso l’ambasciata all’Aja, un alto responsabile russo ha detto che ci sono “problemi di sicurezza” e che “l’arrivo degli esperti Opac e’ previsto per mercoledi’”.
Un terrificante attacco con il gas: e’ quanto raccontano gli abitanti di Duma ai giornalisti dell’Associated Press, che oggi sono entrati nella citta’ siriana teatro del presunto attacco chimico lo scorso 7 aprile, insieme con altri colleghi, in una visita organizzata dal governo di Damasco. I testimoni hanno riferito che i piu’ colpiti dall’attacco sono stati bambini e anziani. Ed hanno addossato responsabilita’ di quanto accaduto agli insorti di Jaish al Islam, il principale gruppo ribelle che controllava la citta’ e che si e’ ritirato dopo l’attacco del 7 aprile. Ai giornalisti pero’ non hanno fornito prove di tali accuse. Uno dei residenti, Khaled Nuseir, ha affermato che 47 persone sono rimaste uccise, inclusa una donna incinta e due figlie, che si trovavano in un rifugio sotterraneo. I giornalisti Ap hanno raccontato che oggi il pavimento del rifugio era coperto di tappeti e non c’erano tracce di sangue. I sopravvissuti hanno parlato di un forte odore di cloro che si e’ diffuso rapidamente in tutto il quartiere ed hanno spiegato di essersela cavata coprendosi la bocca con panni bagnati d’acque e aceto, e correndo verso i piani superiori degli edifici per allontanarsi dal fumo.