Spesso si dice: scrivere il curriculum per trovare lavoro, è esso stesso un lavoro. Ed è vero. Eppure, secondo diversi addetti ai lavori e numerosi articoli sull’argomento, ci sono ancora tanti candidati che non compilano correttamente il proprio CV, diminuendo le possibilità di essere contattati per un colloquio.
L’argomento “come si scrive il curriculum” è ciclico. Ogni anno ci si interroga su quali siano le best practice per creare un “biglietto da visita” perfetto. Sebbene possa sembrare un argomento già ampiamente discusso, ogni anno con l’evoluzione del mondo del lavoro mutano anche le buone pratiche. Abbiamo raccolto alcuni degli errori che secondo i Responsabili delle risorse umane sono tra i più frequenti e, di conseguenza, tra i più influenti in caso di rifiuto.
ERRORI GRAMMATICALI. LEGGERE PIU’ VOLTE IL CV E ATTENZIONE A FIDARSI DEL CORRETTORE AUTOMATICO
Errore molto comune: scrivere di fretta e inviare il CV senza un controllo approfondito, magari fidandoci del correttore automatico. Sbagliato! Prima di inviare il documento diamo sempre una seconda o terza rilettura, e se vogliamo essere ancora più sicuri facciamo leggere il testo a un’altra persona. Un refuso o un errore grammaticale potrebbe costarci caro. Il rischio è quello di sembrare superficiali e come primo impatto la superficialità non è una caratteristica che ci permetterà di emergere o essere scelti.
NON RIPORTARE I CONTATTI O INSERIRE UN’EMAIL STRAVAGANTE
Sembra una banalità, ma è uno degli errori più comuni: l’assenza dei contatti. Dobbiamo avere cura nell’inserire i nostri riferimenti aggiornati e ben visibili. Il recruiter, se contento di quello che ha letto, deve poter trovare con facilità il numero o l’indirizzo a cui inviare la risposta. Attenzione anche alla mail: il nickname scelto ai tempi di Msn (chi ricorda capirà) non va bene. Meglio usare un indirizzo con nome.cognome, o in ogni caso non troppo stravagante o bizzarro.
SCRIVERE INFORMAZIONI PERSONALI NON RICHIESTE
Se non viene richiesto esplicitamente, attenzione a inserire informazioni personali non in linea con la posizione ricercata, o non necessarie. E’ un rischio che corre soprattutto chi non ha molte esperienze, ma è un’arma a doppio taglio. Questi particolari potrebbero risultare poco interessanti o potrebbero essere interpretati male da chi legge il CV (es. hobby, religione, orientamento, etc.).
SCRIVERE UN CV TROPPO LUNGO: BISOGNA SAPER SCEGLIERE COSA RIPORTARE
E’ un errore risaputo, eppure uno dei più ricorrenti. Rappresenta forse uno dei punti più difficili da affrontare, specialmente per chi ha molte esperienze e non sa quali escludere. Gli HR più autorevoli sostengono che due pagine siano più che sufficienti per racchiudere le informazioni importanti. Chi leggerà il nostro curriculum dovrà sfogliarne tantissimi altri, se non trovasse subito quello che gli interessa è facile che possa scartare il nostro nome. Inoltre, in ambito lavorativo, viene molto apprezzata la capacità di sintesi. Un consiglio per diminuire la quantità di informazioni riportate è quello di selezionare le esperienze e gli skills in linea con la posizione ricercata.
PAROLE CHIAVE E PERSONALIZZAZIONE: NON DIVENTARE UNO SPAMMER
E’ difficile e faticoso, ma necessario. Purtroppo un curriculum ben scritto, potrebbe non bastare. Lunghezza, dettagli, parole chiave: per ogni posizione a cui si risponde, bisogna adeguare il CV. Mandare lo stesso documento per qualsiasi offerta, senza interrogarsi su chi lo leggerà o ignorando le skills espressamente richieste nell’annuncio, equivale ad abbassare drasticamente le percentuali di successo. Un consiglio è quello di creare un curriculum base e di personalizzarlo di volta in volta in relazione alla posizione per la quale ci stiamo candidando.
SCRIVERE IL CV IN MODO DISORDINATO. E’ IMPORTANTE SEGUIRE L’ORDINE TEMPORALE
Scrivere il nostro CV in maniera ordinata invia già un primo messaggio: capacità di organizzazione. Inserire le proprie esperienze in maniera approssimativa potrebbe trasmettere, al contrario, un senso di trascuratezza e non curanza; due caratteristiche non molto apprezzate quando si sta cercando una risorsa da inserire in azienda. Inoltre, a livello pratico, costruire cronologicamente la propria storia lavorativa, o i propri studi, facilita il compito del recruiter in fase di lettura, permettendogli di farsi un’idea più rapida e più precisa delle nostre esperienze.
NON MENTIRE. LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE, SPECIALMENTE QUELLE SCRITTE SUL CV
Quando scriviamo il CV non dobbiamo mentire. Meglio essere sinceri e dichiarare di non saper fare una cosa, ma sottolineare che si ha la voglia e la determinazione per impararla. Le bugie rappresentano il peggior errore da commettere e la cosa che più fa arrabbiare i recruiter, perché – ed è così – fanno solo perdere tempo: al candidato e a loro. I selezionatori più esperti smascherano subito chi mente, già da un primo colloquio telefonico. Inoltre, in termini di rete di relazioni, anche i responsabili delle risorse umane parlano tra loro o collaborano con con più aziende e associazioni: se il nostro nome entrasse in blacklist come figura “poco sincera”, toglierci questa etichetta diventerebbe davvero difficile e potrebbe farci perdere numerose possibilità, anche future.
POCA O TROPPA CREATIVITA’
Alcuni annunci ricevono, a poche ore dalla loro pubblicazione, migliaia di risposte. Immaginandoci questa situazione, dobbiamo pensare a come poter colpire chi aprirà quella miriade di curricula. Quanto è probabile che tutta una serie di CV con esperienze simili e impaginazioni somiglianti possano essere scartati? Possiamo quindi provare a cercare online dei layout più moderni o particolari cercando di mantenere in ogni caso uno stile professionale. Questo può variare in base alla posizione per cui ci si sta candidando: se siamo grafici o programmatori, potremmo osare di più. E’ inutile ricordare che il caro “Europass” non è consigliato, a meno che non sia esplicitamente richiesto in fase di selezione.
ATTENZIONE ALLA FOTO: L’IMMAGINE PROFILO DI INSTAGRAM POTREBBE NON ANDAR BENE
Escludiamo in questa analisi i CV artistici. Se ci stiamo candidando per una qualsiasi altra posizione, l’eventuale foto deve rispecchiare il nostro lato professionale. No a foto in costume, foto di gruppo, pose sexy, selfie, foto con filtri, o qualsiasi altra cosa che andrebbe bene per il nostro profilo Instagram (e anche in quel caso dipende). Sembra che molti curricula vengano scartati proprio per questo motivo: l’abuso di foto non coerenti o addirittura sproporzionate rispetto al resto del testo. L’inserimento della fotografia non è sempre obbligatorio, dunque attenzione a inserire la propria immagine con parsimonia oppure solo quando esplicitamente richiesta. Gli HR consigliano foto con sfondi neutri o in situazioni lavorative, ma senza esagerazioni. E’ inoltre consigliato un primo piano o al massimo un mezzo busto.
INVIARE PIU’ CURRICULUM PER LA STESSA POSIZIONE
Concludiamo con un errore operativo e non di forma. Non bisogna inviare il CV su più canali per candidarci nello stesso posto. Se rispondiamo all’annuncio su LinkedIn, non serve mandare il documento anche via mail, posta, fax o recandoci di persona in azienda. Il rischio è di apparire scortesi e invadenti. Se vogliamo essere sicuri che il CV sia arrivato a destinazione, meglio chiamare e chiedere se la candidatura è stata ricevuta. Poi occorre avere pazienza.