Il conflitto in Iran apre una nuova falla nei bilanci delle imprese italiane del terziario. Secondo l’analisi realizzata da Confcommercio in collaborazione con il Cer (Centro Europa Ricerche), le tensioni geopolitiche stanno innescando uno shock energetico che rischia di tradursi in rincari pesanti già nel mese di marzo, con punte di aumento che potrebbero superare i 3.400 euro per le bollette del gas.
Lo studio delinea due scenari: uno “base”, con prezzi stabilizzati sui livelli attuali, e uno “peggiore”, legato a un prolungamento delle ostilità. In quest’ultima ipotesi, la bolletta elettrica media per le imprese del settore potrebbe impennarsi del 13,9%, mentre per il gas l’aumento stimato è del 43,5%. Tradotto in cifre, l’incremento medio aggregato per l’energia elettrica sarebbe di 2.853 euro, mentre per il gas la stangata toccherebbe i 3.408 euro.
I SETTORI PIÙ COLPITI: HOTEL E GRANDE DISTRIBUZIONE A pagare il prezzo più alto saranno le strutture con i consumi più elevati. Per gli alberghi medi, lo scenario peggiore prevede un aggravio mensile di 965 euro per l’elettricità e di oltre 1.200 euro per il gas. Non va meglio ai supermercati e alle grandi superfici di vendita, che vedrebbero aumentare i costi di 744 euro per la luce e 445 euro per il metano.
Anche le piccole attività non sono immuni: i ristoranti subiranno rincari medi di 146 euro per l’elettricità e 508 euro per il gas, mentre per bar e negozi di vicinato l’aumento complessivo oscillerà tra i 200 e i 300 euro mensili. Si tratta di cifre che, secondo Confcommercio, colpiscono duramente le micro-imprese, dotate di minore capacità di assorbimento dei costi rispetto ai grandi player.
LE RICHIESTE AL GOVERNO Di fronte a questa prospettiva, Confcommercio invoca interventi immediati e strutturali. L’associazione chiede di dare piena attuazione al “decreto bollette” e di introdurre misure urgenti per contenere la volatilità dei mercati.
Tra le priorità indicate figurano il sostegno ai processi di aggregazione della domanda — per permettere anche alle piccole realtà di accedere a contratti di lungo periodo sulle rinnovabili — e una decisa semplificazione degli investimenti in efficienza energetica. L’obiettivo è ridurre l’esposizione del sistema terziario alle oscillazioni geopolitiche che, come dimostra la crisi iraniana, continuano a minacciare la tenuta economica del Paese.