IN AZIONE DOPO DENUNCE ALLA PROCURA DI CIVITAVECCHIA
Avviso di garanzia per inquinamento ambientale al presidente di Acea Ato2, Paolo Saccani. La decisione dopo due denunce, presentate da un parlamentare e da alcuni sindaci alla procura di Civitavecchia, sulla criticita’ del lago di Bracciano. I pm hanno affidato le indagini ai carabinieri del Noe di Roma che stamattina hanno perquisito gli uffici dell’azienda in piazzale Ostiense per sequestrare documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino del lago.
Documentazione relativa alle concessioni avute nel tempo da ACEA Ato2 per le captazioni dal lago di Bracciano. Questo, a quanto si è appreso, quanto acquisito dai carabinieri del Noe nel corso della perquisizione presso la sede della società in piazzale Ostiense. Due le denunce che hanno dato l’avvio all’inchiesta aperta dalla procura di Civitavecchia: una presentata da un parlamentare con i comitati di difesa del lago di Bracciano, e un’altra dai sindaci e vicesindaci dei comuni che affacciano sul bacino lacustre.
Il presidente di ‘Acea Ato 2’, Paolo Tolmino Saccani, è indagato per inquinamento ambientale dalla Procura di Civitavecchia nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘captazione’ dell’acqua dal lago di Bracciano, per cui oggi i carabinieri del Noe hanno eseguito una serie di acquisizioni documentali nella sede della società. Secondo quanto si è appreso gli accertamenti sono stati sviluppati sulla base di una serie di esposti presentati nelle scorse settimane, a partire da quello riferibile ai comitati cittadini di Bracciano e Martignano; ma anche degli amministratori locali. L’iscrizione – si sottolinea – del rappresentante legale della società è stata un “atto dovuto”.
Inquinamento ambientale colposo. Questo il reato allo stato ipotizzato nell’ambito dell’inchiesta sulla criticità ambientale che sta interessando il lago di Bracciano. L’indagine che vede indagato Paolo Saccani, presidente di Acea Ato2, è scaturita da due denunce. Il reato contestato è l’articolo 452bis secondo il quale: “E’ punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: 1) delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; 2) di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna. Quando l’inquinamento è prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata”. Tale norma è prevista insieme all’articolo 452 quinquies: “Se taluno dei fatti di cui agli articoli 452 bis e 452 quater è commesso per colpa, le pene previste dai medesimi articoli sono diminuite da un terzo a due terzi. Se dalla commissione dei fatti di cui al comma precedente deriva il pericolo di inquinamento ambientale o di disastro ambientale le pene sono ulteriormente diminuite di un terzo”