Un braccio di ferro silenzioso, consumatosi nel cuore della notte, segna un precedente nei rapporti tra Roma e Washington dall’inizio del conflitto iraniano. Secondo quanto rivelato dal Corriere della Sera, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato agli Stati Uniti l’autorizzazione all’atterraggio di asset aerei presso la base siciliana di Sigonella, poiché diretti verso il teatro bellico in Medio Oriente.
L’episodio è scattato quando il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, è stato informato che alcuni velivoli Usa erano già in volo verso la Sicilia senza aver richiesto alcuna autorizzazione preventiva. Verifiche immediate hanno accertato che non si trattava di voli logistici ordinari — coperti dai trattati bilaterali — ma di asset operativi destinati allo sforzo bellico. Su mandato di Crosetto, Portolano ha quindi comunicato al comando Usa il diniego all’atterraggio, intimando ai velivoli di cambiare rotta poiché privi dei permessi necessari.
LE REAZIONI: CALENDA E BONELLI UNITI NEL “PLAUSO” AL MINISTRO La decisione di Crosetto ha incassato l’inaspettato sostegno di diverse forze di opposizione, che vedono nel gesto una difesa della sovranità nazionale di fronte all’unilateralismo di Donald Trump.
- Carlo Calenda (Azione): “Crosetto ha fatto bene, non poteva fare altro. Altrimenti avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione al Parlamento. Siamo in mano a un pazzo (Trump, ndr) e dobbiamo renderci conto che la nostra strada è in Europa: non possiamo più dipendere dagli Stati Uniti. A Sigonella abbiamo difeso l’onore nazionale”.
- Angelo Bonelli (AVS): “Un atto dovuto e coerente con il rispetto dei trattati. Ma non nascondiamoci dietro l’ipocrisia: l’Italia continua a fornire assistenza logistica da basi come Camp Darby. Il Governo abbia il coraggio di segnare una distanza netta da questo ‘bullo del pianeta’”.
L’INCERTEZZA SULL’INVASIONE Il diniego italiano arriva in una fase di estrema fragilità internazionale. Secondo fonti politiche, l’amministrazione Trump non ha ancora sciolto la riserva sull’invasione di terra dell’Iran, una decisione che potrebbe essere presa entro il 6 aprile in base all’esito dei colloqui in corso in Pakistan.
“L’Italia agisce nel rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere” si legge in una nota diffusa a metà mattinata da Palazzo Chigi. “La linea dell’esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica. Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso”. Tutto avviene “nel rispetto della volontà del governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale”. Palazzo Chigi chiarisce che “non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”.
“Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato” aggiunge con un post sul social media X il ministro della Difesa Crosetto. “E poi ha aggiunto: “Voglio ribadire che non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”, aggiunge Crosetto. Che conclude: “Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo, per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento, in assenza della quale non è possibile concedere nulla, e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Tertium non datur”.