Il presidente siriano Bashar al-Assad ha detto che il suo governo e’ pronto a negoziare “su tutto” durante i previsti negoziati di pace in Kazakhstan, ma ha sottolineato che non e’ ancora chiaro chi rappresentera’ l’opposizione e che non c’e’ ancora una data: lo riporta il quotidiano britannico The Independent.
Il governo siriano è pronto a negoziare “tutto” nei colloqui di pace in Kazakistan. Lo ha riferito il presidente siriano Bashar al Assad precisando che al momento non è stata fissata alcuna data per l’incontro e che non è ancora chiaro chi rappresenterà l’opposizione. In dichiarazioni ai media francesi, riprese dall’agenzia di stato siriana Sana, Assad ha anche aggiunto che il cessate il fuoco mediato da Turchia e Russia, il suo alleato più potente, è stato violato e che il ruolo dell’esercito è stato quello di riconquistare la zona vicino a Damasco dove i ribelli controllano la rete idrica che fornisce la capitale.
Alla domanda se il governo fosse pronto a discutere la sua posizione come presidente, Assad ha risposto “certo, ma la mia posizione è legata alla Costituzione”. E ha aggiunto: “Se vogliono discutere di questo punto devono discutere la costituzione”, precisando che qualsiasi questione costituzionale deve essere sottoposta a referendum.
Assad ha precisato che la delegezione del governo siriano è pronta a recarsi ad Astana “non appena sarà fissata una data”. Il mese scorso la Russia ha concordato con Assad, l’Iran e la Turchia di tenere nuovi colloqui di pace ad Astana, in Kazakistan. Mosca e Ankara hanno anche concordato una tregua su tutto il territorio siriano. “Noi però non sappiamo chi ci sarà dall’altra parte. Ci sarà una vera e propria opposizione siriana?”, ha aggiunto Assad sostenendo che le “questioni siriane” deve essere sostenute da gruppi siriani. Il principale gruppo d’opposizione siriana, il Comitato supremo per i negoziati, è sostenuta dall’Arabia Saudita.
L’Isis ha fatto esplodere e ha danneggiato il maggior giacimento di gas naturale della Siria, nella regione centrale del Paese. Lo dice la tv panaraba al Mayadin, finanziata dall’Iran. Il pozzo di Hayyan, ad est di Homs, prima del 2011 arrivava a produrre al giorno piu’ di tre mln di metri cubi di gas.