IN PASSATO AVEVA ANNUNCIATO L’APPOGGIO AL SUO EX VICE
L’ex presidente iraniano Ahmadinejad ha presentato la propria candidatura alle prossime presidenziali del 19 maggio. Lo riferisce l’agenzia ufficiale iraniana Irna. La decisione arriva a sorpresa, poiche’ lo stesso ex presidente iraniano aveva annunciato il 5 aprile che non si sarebbe ricandidato, per appoggiare Hamid Baqaei, suo vicepresidente dal 2005 al 2013.
L’ex presidente conservatore iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, con una mossa a sorpresa ha presentato la sua candidatura per le elezioni presidenziali in Iran del 19 maggio. In un primo momento Ahmadinejad aveva detto di non voler entrare in corsa perche’ sconsigliato della Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e aveva annunciato di voler sostenere la candidatura del suo ex vicepersidente, Hamid Baghaie.
Dunque Ahmadinejad, sindaco di Teheran prima di diventare presidente, tra il 2005 e il 2013, si candida nuovamente nonostante la Guida Suprema lo avesse sconsigliato. E’ stato lui stesso ad annunciarlo, recandosi al ministero dell’Interno per accompagnare quello che un tempo era il suo vicepresidente; ma poi, dopo la candidatura del suo “amico”, si e’ registrato anche lui e ha spiegato di averlo fatto per “appoggiare” suo “fratello” Baghaie. Nel settembre 2016, dopo l’intervento della Guida Suprema, che lo aveva dissuaso a presentarsi per evitare una “bipolarizzazione nociva”, Ahmadinejad aveva annunciato che non si sarebbe candidato. “E’ lui la Guida: mi ha raccomandato di non presentarmi e io accetto”, aveva ripetuto anche di recente. Ma oggi, al ministero dell’Interno, ha spiegato: “La raccomandazione della Guida non significa che non mi presenti”. “La Guida Suprema mi ha consigliato di non partecipare all’elezione e io ho accettato. Lo rispetto. Mi sono registrato solamente per appoggiare la candidatura di mio fratello Hamid Baghaie”.
Resta da vedere se la candidatura di Ahmadinejad superera’ il vaglio del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, anche se comunque aggiunge incertezza al voto. La registrazione dei candidati e’ cominciata martedi’ e andra’ avanti fino a sabato; teoricamente si possono candidare tutti gli iraniani, ma il Consiglio dei Guardiani, organo controllato dal clero conservatore, deve vagliare la lista e dare il placet. Baghaie, vice di Ahmadinejad tra il 2009 e il 2013, ha annunciato la sua candidatura a febbraio e sostiene di non riconoscersi in nessuno schieramento politico. A giugno 2015, era stato rinchiuso sette mesi in carcere e molti ritengono la sua candidatura inficiata proprio da quell’accusa di corruzione. Finora i due uomini con maggiori chance si riteneva fossero l’attuale presidente Hassan Rohani ed il conservatore Ebrahim Raisi, anche se nessuno dei due finora si e’ ancora registrato. Il moderato Rohani, eletto nel 2013 con il sostegno anche dei riformatori, dovrebbe -secondo il suo entourage- comunque candidarsi per un secondo mandato. In campo conservatore, si e’ creato un nuovo gruppo a dicembre, il Fronte popolare delle forze della Rivoluzione Islamica, con l’obiettivo di riunire gruppi e personalita’ per poi presentare un candidato unitario e avere maggiori possibilita’ di battere Rohani; il gruppo ha gia’ stilato una lista ridotta di cinque possibili nomi ma deve ancora rendere pubblico su chi e’ caduta la scelta.