Videogiochi
Uno studio condotto da Babylon Health (società che si occupa di benessere: https://www.babylonhealth.com/us) attraverso il database del National Electronic Injury Surveillance System (il sistema elettronico americano che si occupa di raccogliere i dati relativi agli infortuni causati dai prodotti di consumo: https://www.cpsc.gov/Research–Statistics/NEISS-Injury-Data) ha evidenziato che sono oltre 16mila gli americani, nel corso del 2019, che hanno subito infortuni causati da attacchi di rabbia o dalle cattive abitudini derivate dai videogiochi.
Colpiti principalmente i giocatori compresi in una fascia d’età tra i 17 e i 35 anni, senza distinzione di genere o di tipologia di dispositivo utilizzato per il gaming.
Un dato allarmante, sia sotto il profilo fisico che psicologico.Gli esempi e i casi sono tantissimi, con alcuni episodi maggiormente presenti. In primis situazioni di rabbia incontrollata: ragazzi che dopo aver perso perdono il controllo e si scagliano contro amici o parenti utilizzando spesso gli stessi controller che usano per giocare, o che colpiscono con calci e pugni finestre e porte, infortunandosi.Meno presenti, ma in numero considerevole, patologie legate al prolungato uso di dispositivi di gaming: come tendiniti ai polsi, ai gomiti e dolori alle dita. Una ricerca interessante, considerando che il mercato attuale guarda ai videogame molto attentamente, come dimostra lo sviluppo degli e-sports come nuova frontiera del gaming professionale.