MINISTRO, ‘CAPISCO,MA CI SONO PROGRESSI’
Si commemorano i 37 anni dalla Strage di Bologna – 85 morti per la bomba alla stazione il 2 agosto 1980 – e nel momento in cui in rappresentanza del governo prende la parola il ministro Galletti, i familiari delle vittime escono dall’aula del consiglio comunale. ‘Nulla contro di lui, ma rappresenta un governo scorretto’, dicono, criticando l’esecutivo sul tema dei risarcimenti e della desecretazione degli atti. Il ministro: ‘Capisco l’insoddisfazione dei familiari, ma si sta continuando a lavorare per dare risposte e si sono fatti dei passi avanti’.
Alla cerimonia per il 37esimo anniversario della Strage di Bologna, va in scena la protesta dei familiari delle vittime contro le “promesse mancate” del governo sull’applicazione della legge sui risarcimenti. I parenti hanno abbandonato la sala del Consiglio comunale poco prima dell’intervento del ministro Gian Luca Galletti, chiamato a rappresentare il governo. “Con tutto il rispetto del ministro dal punto di vista della persona, proprio perche’ rappresenta il governo e le sue promesse mancate – ha spiegato il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi – abbiamo deliberato di uscire dall’aula prima che prendesse la parola. Il comportamento di questo governo e’ stato assolutamente scorretto e truffaldino. La legge nel 2004 fu votata all’unanimita’ dal Parlamento ma la questione non e’ ancora risolta”. Critiche anche sull’applicazione delle direttiva Renzi sulla desecretazione degli archivi sulle stragi: “ha aspetti incredibili. Sembra che gli unici che vogliono vedere le carte siano i familiari delle vittime. E’ una barzelletta”. Immediata la replica del ministro: “Comprendiamo l’insoddisfazione dei familiari delle vittime e sappiamo che la strada e’ ancora lunga ma si sta continuando a lavorare per dare risposte. Questa – ha aggiunto – e’ la giornata del ricordo non delle polemiche. Credo che l’unita’ della nostra comunita’ di fronte ai ricordi sia ancora la cosa piu’ preziosa e importante da rafforzare. E’ un momento per unirsi e per stingersi attorno alla nostra citta’”.
“Traditi da chi doveva stare al nostro fianco”. L’aula del Consiglio comunale semi-vuota con l’uscita di massa dei familiari delle vittime poco prima dell’intervento del ministro Galletti, in veste di rappresentante del Governo esposto, suo malgrado, al ‘fuoco’ delle proteste dei parenti: dopo 37 anni la contestazione plateale, la prima nel suo genere simbolo della frattura tra familiari delle vittime ed istituzioni, ha caratterizzato la giornata di commemorazioni nell’anniversario della strage del 2 agosto 1980. L’Associazione lamenta la mancata applicazione da parte dell’esecutivo della legge sui risarcimenti per le vittime del terrorismo (n. 206 del 2004) e della direttiva Renzi sulla desecretazione degli atti. Prima a Palazzo d’Accursio, poi in piazza sono arrivate stilettate sia contro il governo, sia contro la Procura felsinea ‘schiaffeggiata’ a piu’ riprese dall’Associazione per aver chiesto l’archiviazione dell’inchiesta contro i mandanti della strage alla stazione di Bologna. Due fronti ancora aperti a far da protagonisti in un 2 agosto senza pace, che non hanno pero’ offuscato il ricordo delle 85 vittime ‘narrate’ da altrettanti cittadini in diversi punti della citta’. Vittime innocenti ricordate anche dall’autobus ’37’ (matricola 4030) ritornato in piazza Medaglie d’Oro dopo 37 anni di ‘pensionamento’. L’autobus, ‘testimone’ della reazione immediata e condivisa di una citta’ mai doma nel reagire contro una terribile ingiustizia, dopo lo scoppio della bomba si trasformo’ in un pronto soccorso mobile per poi diventare nelle ore successive un vero e proprio carro funebre per le vite spezzate dall’attentato terroristico.