E’ di 23 morti il bilancio aggiornato della tragedia ferroviaria avvenuta ieri in Puglia. A Bari e’ finito il riconoscimento delle vittime da parte dei parenti. Il procuratore conferma che al momento non ci sono indagati anche se ‘forse solo per qualche ora’. L’indagine riguardera’ anche i ritardi nei lavori sulla linea e i mancati sistemi di sicurezza. La Procura di Trani procede per omicidio colposo plurimo, l’Ad di Fs Mazzoncini commenta: ‘La polemica sul binario unico non ha senso, tutte le linee ferroviarie hanno un livello di sicurezza garantito’. Il ministro Delrio sottolinea pero’ alla Camera che il sistema di avviso telefonico ‘e’ tra i meno evoluti e piu’ a rischio’ e promette lo stanziamento di altri 1,8 miliardi per le reti regionali. A giorni inoltre sara’ chiusa la gara per il raddoppio della tratta Andria-Corato. E’ in corso la rimozione dai binari dell’ultimo vagone. Recuperate due scatole nere.
Sono state riconosciute 22 delle 23 vittime dell’incidente ferroviario avvenuto ieri in Puglia. La 23esima vittima, un uomo i cui tratti fanno pensare si tratti di un italiano, tra i 55 e i 60 anni, non e’ stata identificata e la salma non e’ stata neppure rivendicata da alcun familiare. Lo ha precisato in una conferenza stampa il responsabile di Medicina legale, Franco Introna, al termine delle procedure di riconoscimento delle vittime da parte dei parenti. Introna ha sottolineato che della 23esima vittima non e’ stata denunciata la scomparsa. E ha poi precisato che le notizie circolate sul numero di 4 dispersi “sono errate”. Infine a chi ipotizzava potesse essere di uno straniero il corpo non identificato, Introna ha risposto “no” perche’ “dai vestiti e dagli effetti personali riteniamo sia italiano”.
I soccorritori hanno lavorato tutta la notte alla ricerca di dispersi e continuano nelle operazioni. I parenti delle vittime oggi all’Istituto di Medicina Legale di Bari per il riconoscimento delle salme: ‘Fateci veder i nostri cari’, hanno gridato. Una prima ipotesi che potrebbe aver causato il disastro: erano due i treni provenienti da Corato e diretti verso nord, uno era in ritardo. Proprio questo potrebbe aver indotto il capostazione di Andria a dare il via libera al treno fermo in stazione. La Procura di Trani procede per omicidio colposo plurimo. Un’altra tranche dell’inchiesta riguarda i tempi DEL raddoppio della tratta e l’ammodernamento DEL sistema di controllo.
Ci potrebbe essere un piccolo ritardo del treno in partenza da Corato e diretto a Barletta alla base del gravissimo incidente ferroviario verificatosi ieri mattina sulla tratta tra Corato e Andria e che ha provocato la morte di oltre 20 persone. E’ una delle ipotesi investigative della Procura di Trani che indaga per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario. Secondo questa ipotesi dal momento che il treno era in ritardo sarebbe stato dato l’ok all’altro treno in partenza da Andria e diretto da Bari come ultima fermata. I due convogli lanciati entrambi ad alta velocità su un unico binario si sono scontrati all’uscita di una curva senza dare la possibilità ai macchinisti di frenare.
“Non ci sono indagati, almeno per ora. Siamo ancora in una fase conoscitiva dell’inchiesta, ma non credo che questa fase durera’ molto. Le ipotesi di reato su cui indaghiamo sono omicidio plurimo colposo e disastro ferroviario”. Lo ha detto Francesco Giannella, procuratore aggiunto di Trani sul luogo del disastro ferroviario di Andria.
