Giuliano Pisapia fa saltare l’incontro previsto per oggi con gli esponenti di Mdp e afferma che l’obiettivo di Campo Progressista e’ “un nuovo soggetto politico di centrosinistra, alternativo al Pd”.
Si vedra’ alla ripresa della pausa estiva se sara’ possibile una ricomposizione, altrimenti ognuno per la sua strada e non piu’ ‘Insieme’ come il 2 luglio: da una parte una lista a sinistra allargata a Sel e all’area di Montanari e Falcone, dall’altra il progetto di Campo progressista, con Pisapia e Tabacci che nel frattempo continueranno a dialogare con la minoranza dem di Orlando e Cuperlo per creare le condizioni di una virata sul premio alla coalizione. Al momento il mancato incontro tra l’ex sindaco di Milano e Speranza ha allargato il solco. “Democrazia”, e’ la parola che ripetono gli ex dem, convinti che un nuovo movimento possa nascere solo dal basso, attraverso una forte discontinuita’ dalla linea renziana, la partecipazione popolare e un’Assemblea costituente, che preveda secondo tradizione tessere e iscritti. Dall’altra la concezione di un campo aperto “non rivolto al passato”, un’aggregazione ‘fluida’ che possa basarsi non necessariamente sulla forza dei numeri ma sulle idee. Con la possibilita’ – se sara’ confermata la rottura – di una propria lista alla Camera e l’eventualita’ di una forma di ‘collaborazione’ con il Pd per entrare a palazzo Madama con il 3% e non con l’8%, qualora la legge elettorale dovesse rimanere immutata.
Nessuna trattativa e’ in corso, dicono al Nazareno. Renzi in questa vicenda ha indossato i panni dello spettatore ma c’e’ la convinzione, spiegano i suoi, che sia stata disseminata una mina, quel progetto del nuovo ‘Ulivo’ che avrebbe potuto unire Prodi, Bersani e Letta e che avrebbe potuto anche creare una emorragia di voti. Si vedra’ a settembre se il segretario dem, ora che D’Alema e Bersani sono piu’ lontani da Pisapia, possa modificare la sua posizione sulle regole di voto. In Mdp c’e’ chi sostiene che nulla e’ compromesso ma i nodi da sciogliere tra Articolo 1 e Campo progressista, compreso l’atteggiamento da tenere nei confronti del governo, sono sul tavolo e non verranno sciolti nel breve tempo. Anzi, al di la’ dei tentativi di mediazione andati avanti ieri, si respira pessimismo su entrambi i fronti. “Se si rompe – sottolinea un esponente di Campo progressista – ci potrebbero essere circa 20 deputati molti amministratori, tra consiglieri regionali e comunali, pronti a seguire Pisapia“. “Ma dove va Pisapia? Non ha nessun voto, noi comunque non avremmo fatto certamente una lista a sua immagine e somiglianza”, taglia corto un ex dem. Laforgia si dice piu’ possibilista, “stemperiamo i toni e pensiamo al Paese”, maPisapia e’ netto con i suoi: “Si va avanti con chi ci sta”. L’avvocato milanese ha lasciato Roma nel primo pomeriggio dopo una serie di incontri per preparare il comunicato in cui si prendono le distanze da Mdp e soprattutto dalle parole con cui Rossi ha rilanciato le polemiche legate all’abbraccio tra Pisapia e Boschi. “La verita’ – spiegavano oggi fonti di Articolo 1 – e’ che quelli di Pisapia hanno paura di perdere la golden share”.