SONDAGGIO GB, VANTAGGIO TORIES DI 24 PUNTI SUL LABOUR
‘I diritti dei cittadini europei residenti in Gran Bretagna e quelli dei britannici che vivono nell’Ue’ sono ‘l’argomento principale’ per l’Europarlamento dei negoziati sulla Brexit fra Londra e Bruxelles e Theresa May ha confermato che sono ‘una priorita’ anche per il Regno Unito’. Cosi’ il presidente dell’assemblea di Strasburgo, Antonio Tajani, dopo un incontro a Downing Street con la premier britannica. I conservatori britannici hanno un vantaggio di 24 punti sul Labour. E emerge dal primo sondaggio fatto da YouGov dopo l’annuncio delle elezioni anticipate. I Tories raggiungono il 48% dei consensi, seguiti dai Laburisti al 24%, i Libdem al 12% e l’Ukip al 7%.
Theresa May non mostra di “volere andare allo scontro” con l’Ue, “parla di separazione, non di divorzio, per poi ritrovare un accordo dopo”. Antonio Tajani emerge rinfrancato dal faccia a faccia di stamane con la signora primo ministro a Londra, malgrado i toni duri sulla Brexit d’una campagna elettorale appena ripartita in Gran Bretagna. “Non ho visto volonta’ di rottura, il messaggio mi pare anzi positivo e non negativo”, insiste il presidente del Parlamento Europeo nella conferenza stampa finale della sua visita nella capitale britannica, aggiungendo che “dai discorsi fatti oggi” sembrano rientrate pure “le preoccupazioni” suscitate dalla frase della lettera di notifica dell’articolo 50 nella quale la premier Tory era parsa ventilare conseguenze sulla cooperazione con gli altri Paesi europei contro il terrorismo in mancanza di un’intesa post Brexit sul commercio gradita al regno. “Certo – ammette – la trattativa sara’ ferma. Ma non vedo la ricerca di uno strappo”. May ha confermato al presidente del Pe “la volonta’ di uscire anche dal mercato interno”, Tajani non lo nasconde, ma per puntare poi comunque “a un accordo forte con noi”. Tajani da’ del resto per scontato che vi saranno “punti di attrito” e non dubita che la Brexit si fara’ (anche perche’ una fantomatica interruzione della procedura d’uscita dall’Ue, nota, sarebbe a questo punto “complicata”: non basterebbe piu’ la sola volonta’ di Londra, ci vorrebbe il via libera unanime dei 27). Se non altro pero’, conclude, non sembra “si voglia cominciare male”.