‘7-8 MILIARDI DI PERDITE’, DUELLO M5S-LEGA SULLA TAV L’ANALISI ALTERNATIVA DEL COMMISSARIO ‘DISSIDENTE’. LA LEGA FRENA I CINQUE STELLE, ‘SERVE NUOVO PATTO DI GOVERNO’
Secondo l’analisi costi-benefici della commissione ministeriale sulla Tav, i costi della Torino-Lione superano di 7-8 miliardi i benefici. Per Toninelli sono ‘numeri impietosi’. Per il M5s, ‘lo stop e’ l’unica via’, ma la Lega frena: ‘Non e’ il Vangelo’. Ira dei francesi: ‘Analisi di parte’. Il professor Coppola, uno dei 6 commissari, si e’ dimesso per non partecipare alla stesura della relazione e ne ha consegnata una alternativa che si discosta dalle conclusioni di quella ufficiale.
La Commissione Ue sta ancora analizzando l’analisi costi-benefici sulla Tav e annuncia che chiedera’ ‘alcuni chiarimenti’ al governo italiano. Intanto, resta la tensione tra Lega e M5s. Nel contratto di governo, dice il ministro leghista Centinaio, ‘non c’e’ scritto no alla Tav’ e quindi per modificare la posizione serve un nuovo patto. Intanto, il presidente della commissione del ministero Ponti difende in Parlamento l’analisi, secondo la quale i costi superano i benefici di 7-8 miliardi: ‘Siamo stati neutrali’, assicura. Mentre Coppola, il commissario che si e’ dimesso in dissenso dalla commissione, chiede al ministro Toninelli di pubblicare le sue obiezioni.
“Ho fatto presente al ministro Toninelli alcune obiezioni di merito sul metodo seguito dai miei colleghi”. In una intervista al Corriere della Sera, Pierluigi Coppola, docente di ingegneria dei Trasporti all’università di Roma Tor Vergata, l’unico dei sei componenti della commissione presieduta da Marco Ponti a non avere sottoscritto l’analisi costi benefici commissionata dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, afferma: “Sono un tecnico – spiega Coppola – abituato a lavorare per offrire un supporto alle amministrazioni, ma senza clamori”. Quindi Coppola è favorevole alla Tav? “Leggo mie descrizioni in tal senso. In realtà non è del tutto vero. Sono semplicemente un tecnico abituato a valutare gli investimenti in opere pubbliche seguendo metodi oggettivi”.
Dell’analisi costi-benefici di Ponti e del resto della commissione “non condivido la metodologia utilizzata”: “Si tratta di un assemblaggio di approcci diversi. In alcuni punti si seguono le linee guida della Commissione europea. Poi si passa a un altro metodo, molto più inusuale. È il metodo del professor Ponti. Si discosta molto delle linee guida adottate da tutti i Paesi dell’Unione europea sulle analisi costi benefici. E a quelle italiane che riguardano la valutazione degli investimenti pubblici. Si tratta di linee guida che il ministero alle Infrastrutture ha adottato in via ufficiale con un decreto approvato lo scorso 16 giugno 2017. Senza prima cambiare quel decreto, esistevano delle regole alle quali attenersi. Tutto qui”.
“Non mi esprimo sulla sua validità. Ho espresso la mia opinione in una nota consegnata al ministro. Diciamo che ho forti ragioni di perplessità sul metodo usato per l’analisi costi-benefici, e quindi anche sui risultati che ha prodotto. Per me è importante che le opere vengano valutate correttamente, siano esse la Tav o un’autostrada. Non è ormai un mistero il fatto che l’inserimento nei costi del mancato incasso delle accise sui carburanti sia una procedura inedita, non prevista da alcuna linea guida, europea o italiana”. “Ho partecipato ai lavori della commissione sulla Tav, ma non alla redazione del testo finale. Ci sono stati confronti piuttosto serrati, a causa di una evidente differenza di impostazioni”. Uno contro cinque? “Sì, è così”.