Un annuncio a sorpresa che scuote la politica calabrese. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha rassegnato le proprie dimissioni, annunciando al contempo la sua intenzione di ricandidarsi per un nuovo mandato. La decisione, comunicata attraverso un video sui suoi canali social, arriva nel pieno di un’indagine della Procura di Catanzaro che lo vede indagato per corruzione.
Occhiuto, pur precisando di non avere nulla contro la magistratura (“ho chiarito ogni cosa e confido in una velocissima archiviazione”), ha puntato il dito contro i “politici di secondo piano” e gli “odiatori” che a suo dire stanno strumentalizzando l’inchiesta per bloccare l’azione del governo regionale. “Non mi lascerò uccidere politicamente”, ha dichiarato il governatore, che ha spiegato come lo stallo causato dall’indagine stia paralizzando l’amministrazione, con i funzionari che si rifiutano di firmare i progetti per paura di ritorsioni.
Il presidente ha ricordato come negli ultimi trent’anni, in Calabria, numerosi suoi predecessori siano stati “decapitati politicamente” da inchieste giudiziarie, un copione che non intende far ripetere. “La Calabria non se lo può permettere”, ha affermato, sostenendo che la regione abbia finalmente intrapreso un percorso di risanamento che non può essere interrotto. La scelta delle dimissioni e della ricandidatura è quindi una mossa per sciogliere i nodi e chiedere ai calabresi di esprimersi nuovamente, decidendo il futuro della regione.
L’annuncio giunge alla vigilia di un’importante convention di Forza Italia a Reggio Calabria, un evento che ora acquisisce un significato ancora più rilevante. La mossa di Occhiuto potrebbe essere interpretata come un atto di forza per blindare il suo ruolo e ottenere una nuova legittimazione popolare, trasformando l’indagine in un banco di prova elettorale.
Le sue dimissioni hanno innescato un dibattito tra gli osservatori: è la fine di un’esperienza o il coraggioso inizio di una nuova campagna elettorale? La risposta, come ha sottolineato lo stesso Occhiuto, spetterà agli elettori.