Borse europee tutte in calo con i listini che guardano agli Stati Uniti e all’esito incerto del voto presidenziale. Milano lascia sul terreno l’1,2%, mentre lo spread va sopra i 160 punti con il mercato che guarda al referendum dei primi di dicembre. Vola anche il differenziale sui titoli spagnoli. Sui listini pesano soprattutto i finanziari con le banche in particolare. Intanto, il tasso di disoccupazione tedesco scende a ottobre al 6%, minimo storico mai toccato dalla riunificazione.
Timori degli investitori sull’Italia, legati a referendum e banche: ‘Rischia l’uscita dall’euro piu’ della Grecia’, secondo un sondaggio di Sentix. Tensione sui tassi e sullo spread.
Tornano ad allungarsi nuove ombre sull’Italia e agli occhi del mercato ora il nostro Paese rischia di uscire dall’euro piu’ della Grecia. A minare il clima di fiducia sono soprattutto la situazione sempre critica delle banche italiane e l’incertezza sull’esito del referendum Costituzionale che viene visto come un grave pericolo per la stabilita’ di governo. E’ questa l’opinione che emerge da un sondaggio tra oltre mille investitori realizzato dall’Istituto di ricerca Sentix a fine ottobre e diffuso oggi. Sono infatti salite al 9,9% le probabilita’ indicate dall’istituto che il nostro Paese lasci l’Eurozona nel giro dei prossimi 12 mesi, contro l’8,5% della Grecia. Ed e’ la prima volta che il nostro paese sopravanza quello ellenico in questo tipo di sondaggio, che e’ stato introdotto a giugno del 2012.
Un nuovo segnale di nervosismo dopo che da alcuni giorni si sono rinnovate le pressioni su tassi e spread in un mercato che mentre cerca di soppesare il rischio politico, gioca d’anticipo e fa le sue contromosse prendendo il piu’ possibile le distanze da aree e fattori di instabilita’. E se bisogna tenere conto del fatto che l’ondata di vendite sui titoli di Stato di questi ultimi giorni e’ stata generalizzata e ha colpito tutta l’Europa in vista di una stretta monetaria della Federal Reserve a dicembre e della prospettiva di un graduale ridimensionamento delle politiche espansive delle maggiori banche centrali, resta il fatto che oggi il rendimento del Btp decennale si e’ spinto ai massimi da dieci mesi. Il tasso e’ salito fino all’1,75% per la prima volta da febbraio scorso e lo spread con il Bund si e’ ampliato a 157 punti base, aggiornando i massimi dai tempi della Brexit a giugno scorso.
E si amplia anche la distanza con la Spagna: il differenziale tra Bonos e Bund viaggia sui 110 punti base con il rendimento del decennale iberico all’1,29%. In rialzo anche il tasso del Bund che dopo aver superato lo 0,20%, poi ha ripiegato attorno allo 0,18%. Va detto che ad enfatizzare i movimenti nella sessione odierna, e’ stata l’attivita’ ridotta sui mercati per via della festivita’ in molti paesi d’Europa, inclusa quella della Bce che – spiega l’analista di DZ Bank Christph Kutt a Francoforte – con tutta probabilita’ ha preso una pausa nel piano di acquisti di asset. E se cosi’ e’ stato, il risultato per tutti e’ aver ‘testato’ un primo assaggio dell’era post-stimolo che porra’ fine, man mano, all’epoca dei tassi sotto zero.