Un Donald Trump a tutto campo, tra dossier geopolitici e nuove battaglie legali, ha tracciato le linee guida della sua amministrazione parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One. Dalle tensioni in Medio Oriente all’acquisto della Groenlandia, fino ai rapporti tesi con l’Avana, il Presidente degli Stati Uniti ha confermato la sua strategia del “deal” globale, senza però rinunciare alla pressione militare.
Teheran al tavolo, ma resta l’allerta
“L’Iran sta parlando con noi e lo sta facendo in modo serio”. Con queste parole Trump ha confermato l’apertura di un canale diplomatico con il regime degli Ayatollah, auspicando di giungere a un negoziato “accettabile”. Tuttavia, la distensione è solo di facciata: il territorio iraniano resta in massima allerta dopo una serie di esplosioni segnalate vicino a Teheran e in alcuni centri strategici sul Golfo Persico. Mentre l’Arabia Saudita preme per un intervento diretto di Washington per impedire il rafforzamento del regime, Trump mantiene il riserbo sulle prossime mosse militari.
Groenlandia e il risiko americano
La notizia più clamorosa riguarda però il Nord Europa: “La trattativa sulla Groenlandia è stata formalmente avviata”, ha annunciato il Presidente. Trump ha espresso ottimismo per un accordo che definisce “fondamentale per la sicurezza nazionale” e vantaggioso sia per gli Stati Uniti che per l’Europa. Parallelamente, il tycoon ha rivolto lo sguardo a Sud: se con il Venezuela di Maduro i rapporti sembrano procedere (“stanno facendo un buon lavoro”), con Cuba la situazione rimane “molto brutta”, anche se il Presidente si dice certo che l’Avana “verrà presto a chiederci un accordo”.
Guerra legale: Trump contro Michael Wolff
Sul fronte interno, Trump ha annunciato l’intenzione di fare causa a Michael Wolff, l’autore del bestseller Fire and Fury. L’accusa è pesantissima: aver cospirato con Jeffrey Epstein per danneggiare la sua immagine. “Wolff stava cospirando con Epstein per farmi del male”, ha dichiarato il Presidente. A sostegno della tesi ci sarebbero email del 2018 in cui l’ex finanziere chiedeva a Ken Starr (il procuratore del caso Clinton) informazioni sulla possibilità di incriminare un presidente in carica, materiale che sarebbe poi servito a Wolff per le sue inchieste.
Nomine e tregua ucraina
Infine, un passaggio sulla politica interna e sulla crisi energetica:
- Fed: Trump si è detto certo che la nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve otterrà il via libera del Senato, forte anche di un possibile sostegno trasversale da parte dei Democratici.
- Ucraina: Regge, seppur con difficoltà, la tregua energetica tra Kiev e Mosca. Nonostante un vasto black out generato da un guasto tecnico, i flussi sembrano per ora garantiti, allontanando lo spettro del gelo totale nelle città ucraine.