Il consigliere per la sicurezza nazionale, generale in pensione Michael Flynn lascia l’incarico dopo le polemiche per i suoi rapporti con i russi, al suo posto in arrivo David Petraeus.
“Cosa sapeva il presidente? Quando ne e’ stato informato?”. Questa e’ la domanda cui i deputati democratici, in conferenza stampa a Capitol Hill, chiedono una risposta, all’indomani delle dimissioni presentate dal segretario per la sicurezza nazionale di Trump, Michael Flynn. E chiedono che venga aperta un’inchiesta al Congresso per fare luce sulla vicenda.
Il partito democratico Usa ha chiesto un’indagine sui rapporti tra Donald Trump e la Russia dopo le dimissioni del consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, a seguito di una telefonata con l’ambasciatore russo in cui avrebbe discusso delle sanzioni a Mosca. Flynn, dopo aver parlato con l’ambasciatore, per sua stessa ammissione avrebbe fornito al vicepresidente Mike Pence informazioni incomplete sulla conversazione. E oggi tutta la pressione è sul presidente, perchè spieghi cosa sapeva della telefonata e quando ne è venuto a conoscenza. Lui, come al solito, cerca di spostare l’attenzione: “la vera storia qui è perchè ci sono tante fughe di notizie illegali a Washington? Ci saranno anche quando mi occupo di Nord Corea?” ha twittato di prima mattina.
La Casa Bianca dovrà anche spiegare perchè non si è mossa settimana fa quando fu avvertita dall’allora segretario alla Giustizia Sally Yates che il generale in pensione era vulnerabile a potenziali ricatti russi. Yates fu poi allontanata da Trump quando annunciò di aver dato disposizione ai legali del suo ministero di non difendere in tribunale il bando sugli ingressi da sette paesi musulmani deciso dal presidente. Il capogruppo democratico alla Camera Nancy Pelosi ha chiesto un’indagine esaustiva. “La verità e le conseguenze dei legami con la Russia: il popolo americano merita di conoscere l’ampiezza dell’influenza finanziaria, personale e politica su presidente Trump e cosa significa per la nostra sicurezza nazionale”. “Le dimissioni di Flynn riflettono la scarsa capacità di giudizio del presidenteTrump e richiedono risposte alle gravi domande sul coinvolgimento del presidente. Sulla base di quale autorità Flynn ha agito e a chi ha riferito?”. Pelosi ha chiesto all’Fbi di “accelerare” la sua inchiesta sulla “Russian connection” dell’amministrazione Trump e ha detto che il Congresso deve varare una commissione bipartisan, indipendente ed esterna per “indagare in modo esaustivo” sull’influenza della Russia sul voto e sull’amministrazione.
La Casa Bianca cerca di limitare il danno causato dalla prima importante testa caduta a soli 24 giorni dall’inizio del mandato. Flynn aveva detto a Pence di non aver parlato delle sanzioni alla Russia, ma le trascrizioni delle conversazioni intercettate rivelano che la questione è stata affrontata nelle chiamate con l’ambasciatore Sergei Kisilyak. Nella lettera di dimissioni Flynn afferma di aver “inavvertitamente” fornito “informazioni incomplete” a Pence. Kellyanne Conway, consigliera vicinissima a Trump, sosteneva ieri sera che Flynn aveva la “piena fiducia” del presidente. Oggi ha detto che Trump lo difendeva per lealtà, ma la situazione è diventata “febbrile” e “insostenibile”. “Alla fine della serata Mike Flynn ha deciso che era meglio dimettersi” ha detto allo show Today della NBC. “Sapeva di essere diventato un parafulmine e ha deciso”. “Penso che non sia corretto dire che il vicepresidente sia stato fondamentale nella vicenda” ha aggiunto. Alla domanda sul perchè la Casa Bianca non abbia agito subito, appena avvertita da Yates, Conway si è limitata a dire “man mano che il tempo passava, ovviamente la situazione diventava insostenibile. La stiamo superando”.
All’attacco è partito anche il senatore repubblicano John McCain che parlato di “preoccupante malfunzionamento dell’attuale apparato di sicurezza nazionale”. “Le dimissioni del generale Flynn alimentano ulteriori dubbi sulle intenzioni dell’amministrazione Trump verso la Russia di Vladimir Putin. Dopo le parole del presidente che suggeriscono un’equivalenza morale tra Usa e Russia, nonostante l’invasione dell’Ucraina, l’annnessione della Crimea,le minacce ai nostri alleati Nato e i tentativi di interferire nelle elezioni Usa”. Trumpha nominato il generale in pensione Keith Kellogg come consigliere per la sicurezza nazionale ad interim e starebbe esaminando il suo nome, insieme a quello dell’ex direttore della Cia David Petraeus e del viceammiraglio Robert Harward, per il posto. Il Cremlino ha confermato i contatti tra Flynn e Kislyak, ma ha smentito che i due abbiano parlato di sanzioni. Il presidente della commissione esteri della Camera alta russa, Konstantin Kosachev, ha detto che silurare un consigliere per la sicurezza nazionale per i suoi contatti con la Russia “non è paranoia, è qualcosa di peggio”. “O Trump non ha trovato la necessaria indipendenza ed è stato messo all’angolo… oppure la russofobia permea la nuova amministrazione da cima a fondo” ha aggiunto.