UE E CINA, ‘NON E’ LA FINE DEL MONDO, NOI CI SIAMO’
Donald Trump vuole uscire dall’accordo di Parigi sul clima. La decisione verra’ ‘annunciata nei prossimi giorni’ ha twittato scrivendo poi: ‘facciamo di nuovo grande l’America’. Un piccolo team di esperti, tra i quali il capo dell’Epa, Scott Pruitt, sono al lavoro per definire i dettagli. Nel vertice di venerdi’ Ue e Cina annunceranno che continueranno a rispettare l’accordo e comunque viene spiegato l’eventuale ritiro degli Usa ‘non e’ la fine del mondo’.
Da quando è entrato alla Casa Bianca, Trump ha dato segnali contraddittori sul tema, rispecchiando le diverse posizioni delle figure di primo piano del suo governo sul clima, ma anche sul ruolo degli Usa nel mondo e sui loro rapporti con il multilateralismo. Se il segretario di Stato, Rex Tillerson, ex numero uno del colosso petrolifero Exxon, tende a sostenere l’accordo, il capo dell’Environmental Protection Agency, Scott Pruitt, è uno dei più accaniti oppositori del trattato. Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha detto di non aver mai chiesto a Trump se crede che le attività umane siano responsabili dei cambiamenti del clima. Ci sono poi la figlia Ivanka e Gary Cohn, capo dei consiglieri economici di Trump, che vorrebbero che gli Stati Uniti restino nel trattato. Ci sono infine colossi come Apple, Google, DuPont ma anche gruppi petroliferi come Bp, Shell ed Exxon Mobil che hanno esplicitamente chiesto al presidente di non ritirare gli Usa dal trattato.
Da quando è entrato alla Casa Bianca, Trump ha dato segnali contraddittori sul tema, rispecchiando le diverse posizioni delle figure di primo piano del suo governo sul clima, ma anche sul ruolo degli Usa nel mondo e sui loro rapporti con il multilateralismo. Se il segretario di Stato, Rex Tillerson, ex numero uno del colosso petrolifero Exxon, tende a sostenere l’accordo, il capo dell’Environmental Protection Agency, Scott Pruitt, è uno dei più accaniti oppositori del trattato. Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha detto di non aver mai chiesto a Trump se crede che le attività umane siano responsabili dei cambiamenti del clima. Ci sono poi la figlia Ivanka e Gary Cohn, capo dei consiglieri economici di Trump, che vorrebbero che gli Stati Uniti restino nel trattato. Ci sono infine colossi come Apple, Google, DuPont ma anche gruppi petroliferi come Bp, Shell ed Exxon Mobil che hanno esplicitamente chiesto al presidente di non ritirare gli Usa dal trattato.
Infine c’è il resto dei paesi del G7, che a Taormina si sono espressi a favore dell’accordo sul clima e hanno fatto pressioni affinché anche gli Usa continuino su questa strada. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è smarcata sostenendo che l’Europa “deve prendere il suo destino nelle sue mani”, citando le divergenze sul clima come una prova che le strade con Washington divergono. Merkel ha definito la discussione “molto difficile, per non dire molto insoddisfacente”. Il segretario alla Difesa Usa Jim Mattis le ha risposto in un’intervista Tv domenica, assicurando che Trump è “apertissimo su questa questione e studia i pro e i contro di quell’accordo”. La settimana scorsa Cohn ha detto che il punto di vista del presidente sul clima “è in evoluzione”. Ieri il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha mandato un messaggio forte. “Il mondo è un disastro” e gli effetti dei cambiamenti climatici sono pericolosi e stanno aumentando giorno dopo giorno. “Ma anche se il governo deciderà di lasciare l’accordo di Parigi, è molto importante che la societàusa nel suo complesso, le città gli Stati, le società le imprese, restino impegnate” ha detto Guterres. Appello raccolto oggi dal sindaco di New York Bill de Blasio il quale ha detto che la sua città resta impegnata nella riduzione delle emissioni qualunque cosa decida Trump.