In un’intervista destinata a segnare una rottura storica con la tradizione diplomatica occidentale, il Presidente Donald Trump ha dichiarato di non sentirsi vincolato dalle norme del diritto internazionale. Interrogato sui limiti del suo potere di intervento globale – dopo i recenti blitz in Venezuela e le pressioni sulla Groenlandia – il Capo della Casa Bianca è stato perentorio: “Sì, c’è una cosa che può fermarmi: la mia moralità. La mia mente. Non ho bisogno del diritto internazionale”.
Trump ha precisato di non avere intenzione di “fare del male a nessuno”, ma ha ribadito che la definizione di legalità internazionale è flessibile e dipende dal contesto. “Dipende da quale sia la vostra definizione di diritto internazionale”, ha aggiunto, confermando un approccio unilaterale che vede gli Stati Uniti pronti ad agire secondo il proprio interesse nazionale e la visione etica personale del proprio Comandante in Capo.
Il Presidente ha poi alzato ulteriormente la posta sul dossier artico. Definendo il possesso della Groenlandia come “psicologicamente necessario” per il successo degli Stati Uniti, Trump ha ammesso che Washington potrebbe trovarsi davanti a un bivio: scegliere tra l’acquisizione del territorio danese e la conservazione dell’Alleanza Atlantica.
“La proprietà ti dà qualcosa che non si può ottenere con un contratto. Se dovremo scegliere tra la Groenlandia e la NATO, potremmo dover fare questa scelta”, ha dichiarato, lasciando intendere che l’alleanza nata nel 1949 non è più considerata intoccabile di fronte agli interessi territoriali americani.
La risposta dei leader europei non si è fatta attendere, evidenziando una frattura che lo studio di consulenza Mercury Public Affairs definisce come la più grave crisi transatlantica dagli anni ’40.
- Danimarca: La premier Mette Frederiksen ha avvertito che un’azione unilaterale statunitense contro la Groenlandia segnerebbe “la fine della NATO”. Copenaghen ha già rafforzato la presenza militare sull’isola e ha incassato il sostegno totale della Svezia e della Commissione Europea.
- Francia: Il presidente Emmanuel Macron ha accusato Washington di “nuovo colonialismo” e di allontanarsi progressivamente dalle regole della convivenza civile tra nazioni. Parigi starebbe spingendo per un “piano Groenlandia” europeo che preveda sanzioni commerciali in caso di escalation americana.
- Vaticano e Diplomazia: Fonti vicine alla Segreteria di Stato esprimono preoccupazione per la “soggettivizzazione del diritto”, avvertendo che sostituire la legalità internazionale con la “moralità personale” apre la strada a un ordine mondiale basato esclusivamente sulla forza.