Le autorita’ turche hanno arrestato uno dei nipoti di Fethullah Gulen, l’ex imam in esilio in Usa accusato da Erdogan di essere la mente DEL fallito golpe. Muhammet Sait Gulen sarebbe stato preso a Erzurum e verra’ condotto ad Ankara. E’ il primo parente di Gulen fermato nel giro di vite imposto dopo il fallito golpe militare. Inoltre, il governo intende chiudere piu’ di 2mila enti e istituzioni, tra cui 15 universita’ e 19 sindacati, per sospetti legami con Gulen. Potra’ durare fino a 30 giorni il fermo di polizia senza convalida DEL giudice in Turchia. Lo stabilisce il decreto pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale.
Non ci sono solo le dure restrizioni delle liberta’ civili e il pugno di ferro contro i nemici ‘gulenisti’. Tra le misure previste dallo stato d’emergenza in Turchia, dichiarato per 3 mesi dopo il golpe fallito, rientra anche l’irrigidimento di diverse sanzioni per i ‘comuni cittadini’. Secondo i media locali, chi dimentichera’ a casa il documento d’identita’ verra’ multato di 219 lire turche (circa 70 euro). Multa di 105 lire (30 euro) per chi verra’ fermato in stato di ebbrezza a piedi e per quelli che, pur con regolare licenza, saranno trovati in possesso di un’arma da fuoco o di proiettili. Molte anche le sanzioni legata alla censura. Per la pubblicazione di materiale audio, video o stampato non autorizzato, si va da 219 a 6.732 lire di multa (cioe’, fino a piu’ di 2 mila euro). Stesse sanzioni per le rappresentazioni teatrali o cinematografiche e le riunioni all’aperto e in spazi chiusi senza permesso. Oltre alle sanzioni amministrative, per gli stessi comportamenti, in determinati casi ritenuti piu’ gravi dalle autorita’, e’ anche previsto l’arresto.
In manette e’ finito oggi anche il nipote, Muhammet Sait Gulen. Preso in custodia a Erzurum, citta’ natale e roccaforte del ‘grande nemico’, e’ il primo parente a essere arrestato dopo il tentato putsch.