La Turchia ha avviato le operazioni militari nella regione di Afrin, in Siria settentrionale. Lo ha annunciato oggi il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, durante il sesto congresso del suo partito Giustizia e sviluppo (Akp) nella provincia di Kutahya, in Anatolia centro-occidentale. Dopo Afrin, l’esercito di Ankara muovera’ su Manbij, a est di Aleppo, ha aggiunto il capo dello Stato turco. L’obiettivo dell’operazione sono le posizioni delle Unita’ di protezione del popolo (Ypg), milizie del partito dell’Unione democratica (Pyd), formazione di curdi siriani che fa parte dell’opposizione al governo di Damasco. Le autorita’ turche ritengono Pyd e Ypg, appoggiati dagli Stati Uniti, dei gruppi terroristici perche’ legati al Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). Da tempo impegnato in una lotta separatista con la Turchia, il Pkk e’ considerato un’organizzazione terroristica dal governo turco, dagli Stati Uniti e dall’Unione europea.
L’ingresso dell’esercito turco in Siria settentrionale giunge dopo giorni di tensione e scontri a fuoco al confine turco-siriano. All’origine della crisi, l’iniziativa degli Stati Uniti, resa nota il 14 gennaio scorso, per la formazione di una forza militare al confine turco-siriano. Secondo Ankara, tale contingente coinvolgerebbe le Ypg, costituendo una minaccia alla sicurezza della Turchia. In risposta alla decisione degli Stati Uniti, Ankara ha schierato reparti militari, tra cui delle truppe corazzate, nelle province prospicienti la regione di Afrin. Inoltre, il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, ha piu’ volte affermato che l’esercito turco potrebbe intervenire nelle regioni siriane di Afrin e Manbij per impedire la formazione di un “corridoio” del terrore utilizzato da Pkk, Pyd e Ypg.