ESULTANO LA APP E I CONSUMATORI, PROTESTANO I TASSISTI
Il Tribunale di Roma ha revocato l’ordinanza del 7 aprile con cui aveva disposto il blocco su tutto il territorio nazionale del servizio Uber-Black e l’oscuramento dell’omonima app. Il Gruppo Uber – di cui il tribunale ha accolto il reclamo – potra’ continuare ad operare in Italia mediante il servizio. Gli altri servizi, Uber Pop e Uber X continuano invece ad essere vietati. ‘Siamo felici ma ora va aggiornata una normativa datata’, commenta la societa’. Positivo anche il giudizio dei consumatori, mentre i tassisti sono sul piede di guerra.
Il Tribunale di Roma ha accolto il reclamo di Uber contro l’ordinanza del 7 Aprile scorso che richiedeva l’interruzione dei servizi di mobilità UberBlack. Lo segnala Altroconsumo, che ha appoggiato il reclamo nel nome della “pluralità dell’offerta e di un mercato aperto e regolamentato”.”Una decisione costruttiva che apre, invece che chiudere allo sviluppo del sistema dei trasporti e della condivisione. Ora il legislatore intervenga con urgenza per aggiornare dopo 25 anni le norme del trasporto pubblico non di linea. I cittadini hanno il diritto di continuare a godere dei benefici della tecnologia in questo settore”, commenta Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne Altroconsumo. “Inoltre – prosegue Tarantino – il giudice sottolinea la completa legittimazione di Altroconsumo ad agire in giudizio in questa circostanza per la tutela dei diritti e degli interessi collettivi degli utenti e dei consumatori. Una conferma che rafforza la nostra azione a favore dell’evoluzione nell’offerta dei servizi al cittadino”.
Con la sentenza che autorizza Uber Black ad operare in Italia, il Tribunale di Roma rileva ‘l’esigenza di un (urgente) intervento del legislatore finalizzato ad una riforma complessiva della normativa del settore in oggetto” una riforma di un settore ‘che tenga conto sia dell’interesse del consumatore all’incremento dell’offerta reso possibile dai fenomeni di allargamento e diversificazione della relativa offerta, derivanti anche dallo sfruttamento delle nuove tecnologie, sia dell’interesse dei titolari di licenze per l’esercizio del servizio di taxi ad evitare pregiudizi di carattere economico in relazione alla perdita del valore dei titoli abilitativi’ che potrebbero derivare dall’apertura del mercato a nuovi soggetti. Senza dimenticare pero’ che si tratta di un settore di interesse pubblico e che un intervento in questo senso servirebbe ad aiutare il ‘decongestionamento del traffico urbano’, esigenza avvertita, oltre che dal legislatore, anche dall’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato e dall’Autorita’ di regolazione dei trasporti”.
Il Tribunale di Roma ha accolto il reclamo di Uber contro l’ordinanza del 7 Aprile scorso che richiedeva l’interruzione dei servizi di mobilita’ Uber BLACK. Altroconsumo ha appoggiato il reclamo, convinta sostenitrice della pluralita’ dell’offerta e di un mercato aperto e regolamentato. E’ quanto afferma l’associazione dei consumatori in una nota. “Una decisione costruttiva che apre, invece che chiudere allo sviluppo del sistema dei trasporti e della condivisione. Ora il legislatore intervenga con urgenza per aggiornare dopo 25 anni le norme del trasporto pubblico non di linea”, afferma il portavoce Ivo Tarantino. “I cittadini hanno il diritto di continuare a godere dei benefici della tecnologia in questo settore”. Altroconsumo, si legge ancora, sollecita nuovamente il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio chiedendo il coinvolgimento al tavolo delle parti per arrivare all’attualizzazione della legge-quadro sui trasporti: una legge ferma ormai a 25 anni fa, che difende lo status quo, impedisce l’ingresso nel mercato di nuovi operatori e soffoca la concorrenza. Le situazioni di monopolio non hanno mai fatto bene a nessuno, la chiusura nella gestione dell’offerta in mano a pochi non soddisfa il cittadino che chiede accesso, vicinanza ai servizi e prezzi competitivi.
“Finale paradossale quello di oggi sulla vertenza Uber che, dal tribunale di Roma, vede ribaltare la decisione dello scorso 7 aprile che ordinava il fermo del servizio Uber Black”. È quanto dichiara in una nota Alessandro Atzeni di Uiltrasporti. “È stata una sentenza fortemente condizionata dalle scellerate decisioni politiche di un Governo che, palesemente, cede e si genuflette davanti lo strapotere delle multinazionali. Siamo ancora più sconcertati – continua la nota – per le dichiarazioni di soddisfazione da parte di chi parla di legittima concorrenza, senza sapere che non può esserci una sana competizione tra chi è autorizzato ad esercitare una attività senza vincoli e chi, per operare nel settore del trasporto pubblico non di linea, è costantemente sottoposto ad una serie di lacci e lacciuoli. Noi, come sempre, saremo duri a morire e siamo convinti che la partita della salvezza della nostra categoria non finisce qui”.
“Mentre il Procuratore generale della corte di Giustizia europea nella sua arringa conclusiva ha espresso l’illegittimita’ di Uber, un tribunale italiano dice esattamente il contrario. Singolare…”. Cosi’ il presidente di Conftrasporto, vicepresidente di Confcommercio, Paolo Ugge’ ha commentato la sentenza d’appello di oggi, con la quale il Tribunale di Roma ha sbloccato Uber Black. “Attendiamo la sentenza della corte di Giustizia europea”, ha aggiunto Ugge’. In merito alla convocazione dei taxisti da parte del ministro Calenda per lunedi’ 29 maggio, “Conftrasporto non puo’ che ribadire a questi ultimi e alla categoria degli ncc l’invito a trovare un’intesa che consenta di presentarsi all’appuntamento con una proposta il piu’ possibile condivisa”.