LETTERA MINISTRI NON HA IMPATTO SU PROSSIME VALUTAZIONI
La Commissione Ue applichera’ le regole ‘accettate da tutti’, e quindi quelle attualmente in vigore, nel valutare i conti pubblici nelle prossime settimane: cosi’ la portavoce dei commissari Moscovici e Dombrovskis a chi chiedeva se si prendera’ gia’ ora in considerazione la richiesta dei ministri di Italia, Francia, Spagna e Portogallo di modificare alcuni criteri. ‘La Commissione applica le regole accettate da tutti, non da ultima quella secondo cui tutti i Paesi devono essere trattati allo stesso modo’, ha concluso.
“Per le valutazioni sui bilanci pubblici applichiamo le regole comuni concordate da tutti gli Stati membri per assicurare che tutti gli Stati siano trattati allo stesso modo”. Lo ha indicato la portavoce degli Affari comunitari della Commissione europea in relazione alla lettera inviata ai vertici comunitari dai ministri delle finanze italiano, francese, spagnolo e portoghese con la quale chiedono di compiere dei passi per rivedere le metodologie su cui si fondano le richieste di aggiustamento dei deficit in termini strutturali, di tenere conto della fallacia dei metodi attualmente usati e della situazione eccezionale di debolezza dell’economia gia’ nella valutazione dei programmi di stabilita’ appena presentati dai governi. La portavoce ha aggiunto che la Commissione “rispondera’ alla lettera” dei ministri.
Nella lettera inviata al vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e al commissario agli affari economici Pierre Moscovici, Pier Carlo Padoan, Michel Sapin, Mario Centeno e Luis De Guindos chiedono di considerare nella loro valutazione dei programmi di stabilita’ “le condizioni economiche derivanti da un prolungato periodo di bassa inflazione, bassa crescita, alta, disoccupazione” per definire “cambiamenti significativi nella metodologia per le stime della crescita potenziale e dello scarto rispetto alla crescita effettiva”. I ministri ritengono che questo sia necessario dati “i limiti metodologici” degli indicatori usati che non sono osservabili e sono soggetti a forti revisioni successive. Si tratta delle stime di potenziale di crescita, output gap, la velocita’ con il quale questo si chiude. Sostanzialmente i quattro ministri indicano che si tratta di stime non affidabili, la cui incertezza e’ dovuta alla durata e alla persistenza della crisi economica e finanziaria “che hanno reso l’attuale ripresa inusuale e i modelli pre-esistenti per interpretare la realta’ economica fragili e potenzialmente devianti”. I tentativi di migliorare le metodologie “non hanno avuto particolare successo” e modelli alternativi “possono portare a diversi risultati in termini di rispetto del regime di riferimento per i bilanci pubblici”. In sostanza, a seconda delle stime la richiesta di aggiustamento dei Conti pubblici cambia. Se venisse usata la metodologia Ocse l’Italia si troverebbe in surplus di bilancio in termini strutturali e non in deficit.