L’ Europa sta vivendo ancora una ‘crisi esistenziale’, i cittadini sono stufi della ‘poca coerenza’ dei loro governi, poco europeisti nei parlamenti nazionali, il Patto di stabilita’ ha il suo effetto, ma non deve diventare un patto di flessibilita’. Cosi’ il numero uno della Commissione Ue Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione a Strasburgo. Juncker rileva che l’Europa non e’ abbastanza sociale, e questo deve cambiare, poi propone di raddoppiare il programma di investimenti dell’Efsi, perche’ fornisca ‘almeno 500 mld entro il 2020 e 532 mld fino al 2022′. E sulla liberalizzazione dei visti alla Turchia dice che potra’ esserci solo quando Ankara avra’ rispettato tutti i requisiti, consigliando di procedere ‘con una certa prudenza’.
Un anno fa, nel settembre del 2015, nel discorso sullo Stato dell’Unione precedente, avevo detto che non c’era abbastanza Europa e abbastanza ‘unione’. Dopo un anno questa constatazione vale ancora: la Ue non e’ proprio in forma anche se sono cambiate molte cose. Possiamo parlare di una ‘crisi esistenziale dell’Europa’”. Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker nel discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento europeo.
Secondo Juncker “l’integrazione europea non puo’ essere portata vanti a scapito delle nazioni. L’Europa non deve diventare un ‘magma di integrazione indistinta’. L’Europa vive delle sue molteplicita’ e la Ue non vuole svuotare dei suoi contenuti gli Stati nazionali: non siamo distruttori ma costruttori. Vogliamo un’Europa migliore, non siamo sulla via della statalizzazione non diventeremo un unico Stato”. Altrimenti, ha detto Juncker, il rischi sono “i populismi che non risolvono i problemi ma anzi li creano e noi dobbiamo difenderci da questo”.
Il presidente ha poi ricordato che gli europei “ne hanno abbastanza di lotte interne ed istituzionali, di menzogne e promesse non mantenute. Si aspettano risultati. Quindi – ha precisato – annuncio un programma positivo con azioni positive nei prossimi 12 mesi che ritengo decisivi se vogliamo superare divisioni tra est ed ovest. Penso che dovremmo essere veloci e determinati soprattutto se vogliamo mostrare al mondo che l’Europa ha ancora forza. I prossimi 12 mesi sono cruciali per ottenere una nuova Europa che protegga il nostro modo di vivere. Ritengo sia qualcosa che meriti di essere tutelato. Molti l’hanno dimenticato. E bisogna ricordare ai popoli europei perche’ hanno deciso di vivere insieme”, ha sottolineato Juncker aggiungendo che Europa “significa soprattutto pace”. “Non e’ coincidenza che il piu’ lungo periodo di pace sia coinciso con l’inizio dell’Europa: 70 anni. Certo abbiamo differenze di opinione ma lottiamo con le parole e risolviamo conflitti attorno ad un tavolo non in trincea. Il nostro modo di vivere e’ anche credere nella democrazia e nello Stato di diritto. Siamo contrari alla pena capitale, crediamo in un sistema di giustizia efficace e indipendente, che difende i diritti dell’uomo, ovunque nel mondo. Essere europei significa difendere i propri dati personali, non vogliamo che le aziende raccolgano dati su di noi ad ogni click”.
Il presidente della Commissione Ue si e’ poi soffermato su vari punti dolenti, prima di tutto la disoccupazione “ancora troppo elevata” nonostante gli oltre 8 milioni di posti di lavoro creati dal 2013 e un’evoluzione al rialzo. “Tuttavia, rimangono disuguaglianze e ingiustizia sociale. Per questo dobbiamo lavorare con energia ed entusiasmo per cambiare un Europa che non e’ abbastanza sociale”. Rimane invece, “troppo elevata” la situazione debitoria: “Il patto di Stabilita’ ha prodotto i suoi effetti ma non deve diventare un ‘Patto di flessibilita”, va applicato con ‘flessibilita’ intelligente’ per non bloccare od ostacolare la crescita”.
PIANO INVESTIMENTI – Il piano per gli investimenti della Commissione europea verra’ esteso fino al 2022. “. “Vogliamo raddoppiare il piano per gli investimenti, per reperire almento 500 miliardi di euro entro il 2020, e 630 miliardi entro il 2022”, ha detto Juncker.
“I nostri partner nel mondo ci guardano” e vedono un pericolo nell’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. “Dico: deploriamo e rispettiamo questa decisione, ma l’Ue non e’ messa a repentaglio da tale decisione. Saremmo lieti se la richiesta di uscita arrivasse il piu’ presto possibile per porre fine ad un periodo di incertezza e se il rapporto con la Gran Bretagna potesse essere ridefinito. Puo’ avere accesso al mercato unico solamente chi rispetta le regole non potra’ esistere mercato unico ‘a la carte'”, ha detto Juncker.
“Ci dobbiamo difendere dal terrorismo. Negli ultimi anni abbiamo subito oltre 30 attacchi: dobbiamo essere uniti nella nostra risposta e rimanere fedeli ai nostri valori pluralisti aperti e tolleranti. Mostrare loro che non possono colpire questi valori. La tolleranza non puo’ andare a scapito della nostra sicurezza. Per questo la commissione ha insistito fin dall’inizio sulla sicurezza e abbiamo creato il reato che colpisce i foreign fighters. Abbiamo lavorato per eliminare estremismi dalle scuole e la propaganda da internet e creato una Guardia costiera e di frontiera europea”. Entro novembre, ha ammesso Juncker, la Commissione proporra’ un sistema europeo di informazione sui viaggi: “Ogni volta che uno entra in Ue sara’ registrato, luogo, data e motivo dello spostamento””, in modo che “questo nuovo sistema automatico ci dira’ chi e’ autorizzato a viaggiare in Ue, prima che arrivi in Ue”.
“Non possiamo piu’ permetterci di dipendere da un unico paese, dobbiamo prenderci cura dei nostri interessi. Abbiamo partecipato a molte missioni ma ora abbiamo bisogno di una struttura unica e dobbiamo avere risorse militari comuni in piena complementarita’ con la Nato. La Difesa costa tra i 20 e i 100 miliardi di euro ogni anno. Dovremmo fare qualcosa e garantire la solidita’ dell’industria europea. Entro fine anno ci sara’ la creazione di un fondo comune per la difesa per assicurare l’innovazione. Il Trattato di Lisbona ci da’ la possibilita’ di strutturare questa Difesa”.
MINISTRO DEGLI ESTERI – L’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri Federica Mogherini “fa un lavoro eccellente. Deve diventare il nostro ministro degli Esteri europeo”, ha detto Juncker.
“I nostri partner, sopratutto Cina Usa, ma presto anche India e Giappone, ci mettono di fronte allo specchio anche in campo climatico. Siamo stati pionieri e abbiamo esortato gli altri con toni paternalistici: ma al momento pochi Stati Ue hanno ratificato il trattato sul clima: bisogna procedere celermente alle ratifiche. Qualsiasi ritardo ci rende ridicoli in termini di credibilita’ internazionale”.
ROAMING – Il presidente Juncker ha confermato che sara’ “mantenuto lo stop alle tariffe di roaming” previsto a partire da giugno 2017. “Ognuno deve sentirsi a casa propria”” anche quando viaggia nell’Ue. Sempre nel settore tlc “dobbiamo investire in connettivita’ e noi proponiamo una riforma con nuovo quadro normativo che incoraggi questo campo. Pensiamo chele riforme porteranno 1,3 milioni di posti di lavoro in piu’ e il 5G sara’ piu’ produttivo ed efficace fino al 2025”.