‘IMPEGNATIVO RECUPERARE LA PRODUTTIVITA’ PERDUTA’
In Italia si registrano “squilibri eccessivi”, tra cui alto debito e una protratta bassa produttivita’ che comporta rischi di “implicazioni transnazionali, in un contesto di crediti deteriorati ancora elevati e disoccupazione”. Lo scrive la Commissione Ue nel rapporto sugli squilibri. Il debito “si stabilizza ma ancora non ha imboccato un percorso di ferma discesa a causa del deteriorarsi del saldo strutturale”, e lo slancio delle riforme “e’ in qualche modo rallentato”. “La competitivita’ esterna e’ migliorata ma la debole produttivita’, legata a ostacoli strutturali, all’accelerazione del costo del lavoro e alla bassa inflazione rendono impegnativo ribaltare la perdita di competitivita’”, scrive ancora la Commissione Ue.
L’Italia continua a mostrare “squilibri economici eccessivi”. Lo indica la Commissione europea che ha pubblicato il rapporto sui paesi Ue nel quadro del semestre di ‘governance’ economica. Nella stessa situazione dell’Italia si trovano Croazia e Cipro. Bulgaria, Rancia, Germania, Irlanda, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia mostrano “squilibri economici” (non eccessivi). Bulgaria, Francia e Portogallo hanno migliorato la loro posizione rispetto all’anno scorso (quando i loro squilibri erano ritenuti eccessivi). La Slovenia non mostra piu’ squilibri economici. In Italia secondo la Commissione sono stati fatti progressi limitati nella politica di bilancio e nella ‘governance’ fiscale.
Secondo la Ue l’Italia ha compiuto alcuni progressi nel rispondere alle raccomandazioni del 2017. Progressi sostanziali nell’adozione di misure per aumentare la fedelta’ fiscale e la lotta alla corruzione. Alcuni progressi nella riforma della pubblica amministrazione, ridurre le restrizioni alla concorrenza, riassestare il sistema bancario e razionalizzare la spesa sociale. I progressi sono limitati nello spostamento del carico fiscale verso proprieta’ e consumi, nella riduzione della lentezza dei processi civili e nella riforma delle procedure di insolvenza. Vuoti di iniziativa restano nella riforma della contrattazione collettiva, nelle politiche del mercato del lavoro e nel rafforzamento delle misure per l’accesso al lavoro del secondo membro della famiglia (in pratica le donne). Le relazioni paese per paese della Commissione europea valutano i progressi degli Stati membri nell’affrontare le principali sfide economiche e sociali e nell’attuare le precedenti raccomandazioni Ue. Esaminando i progressi compiuti nel corso degli anni, in piu’ di due terzi delle raccomandazioni, gli Stati membri hanno conseguito almeno “alcuni progressi”. Nel novembre scorso la Commissione ha avviato esami approfonditi relativi a 12 Stati membri per accertare l’eventuale presenza di squilibri macroeconomici e valutarne l’entita’. In tutti i 12 Stati membri sottoposti quest’anno a esame approfondito sono stati individuatisquilibri o squilibri eccessivi relativi all’anno scorso. La Commissione ha concluso che 11 dei 12 Stati membri esaminati presentano squilibri (8 devono far fronte a squilibri e 3 a squilibri eccessivi). I rapporti presentati oggi saranno discussi in sede di Consiglio. Successivamente la Commissione terra’ incontri bilaterali con gli Stati membri: vicepresidenti e i commissari si recheranno negli Stati membri per incontrare gli esponenti di governo e parlamento, le parti sociali e le altre parti interessate e discutere dei risultati delle relazioni. Per gli Stati membri il passo successivo consiste nel presentare le proprie priorita’ di politica economica e sociale nei loro programmi nazionali di riforma e nei programmi di stabilita’ e/o convergenza (che definiscono le priorita’ di bilancio) entro meta’ aprile, alla luce delle sfide individuate, tenendo conto anche delle priorita’ dell’analisi annuale della crescita 2018 e della raccomandazione sulla politica economica della zona euro. A maggio la Commissione proporra’ una nuova serie di raccomandazioni specifiche per paese.