La guerra nel Golfo è entrata in una fase di escalation globale senza precedenti. Mentre i raid colpiscono i gangli vitali dell’energia, Donald Trump ha rotto gli indugi con un ultimatum “apocalittico” verso Teheran, parallelamente alla pianificazione di un massiccio dispiegamento di truppe di terra.
In un lungo post su Truth, il Presidente Donald Trump ha tracciato una nuova “linea rossa” che rischia di far implodere l’economia energetica mondiale. Trump ha confermato la responsabilità israeliana nell’attacco al giacimento di gas South Pars, ma ha preso le distanze dall’operazione definendola un’iniziativa di cui gli USA «non sapevano nulla».
L’ultimatum sul Qatar: «Forza mai vista prima»
La ritorsione iraniana, che ha colpito l’impianto di GNL di Ras Laffan in Qatar (ritenuto da Teheran complice dell’asse nemico), ha scatenato l’ira della Casa Bianca:
- La minaccia: Se l’Iran attaccherà ancora il Qatar, Trump ha promesso di «distruggere completamente l’intero giacimento di South Pars con una potenza che l’Iran non ha mai visto né conosciuto prima».
- Il paradosso: Il giacimento è condiviso tra Iran e Qatar; un attacco totale distruggerebbe la risorsa energetica più preziosa dell’intera regione.
Pentagono: Richiesta shock da 200 miliardi
Mentre la guerra entra nella terza settimana, il costo economico per gli Stati Uniti sta lievitando vertiginosamente. Secondo il Washington Post, il Pentagono si appresta a chiedere al Congresso 200 miliardi di dollari.
- Obiettivo: Rimpinguare urgentemente le scorte di armamenti sofisticati esaurite dopo aver colpito oltre 7.000 obiettivi.
- Truppe di terra: La Reuters rivela che l’amministrazione valuta l’invio di migliaia di soldati in Medio Oriente. Non solo per garantire il passaggio nello Stretto di Hormuz, ma potenzialmente per presidiare tratti della costa iraniana.
Il fronte degli attacchi: Kuwait e Iraq sotto tiro
La strategia iraniana della “terra bruciata” si sta allargando a macchia d’olio:
- Kuwait: Un attacco di droni ha causato un vasto incendio nella raffineria di Mina Al-Ahmadi, una delle più grandi al mondo (730mila barili al giorno).
- Iraq: Due droni hanno preso di mira una base statunitense vicino all’aeroporto di Baghdad, confermando che nessuna installazione USA nella regione è più sicura.
- Pezeshkian avverte: Il presidente iraniano ha parlato di «conseguenze incontrollabili per il mondo intero», definendo gli attacchi alle infrastrutture energetiche un punto di non ritorno.
Caos nell’Intelligence USA
Il clima a Washington è elettrico. Dopo le dimissioni di Joe Kent (Antiterrorismo), la direttrice dell’Intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha inizialmente smentito la linea ufficiale della Casa Bianca sul conflitto, per poi “aggiustare il tiro” dopo ore di tensione nei corridoi del potere. Trump, intanto, prosegue l’agenda diplomatica ricevendo oggi la premier giapponese Takaichi, il cui Paese è tra i più colpiti dal blocco delle forniture di gas.