Vania Vannucchi non ce l’ha fatta. L’uomo con cui l’operatrice sanitaria aveva una relazione, Pasquale Russo, ieri l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco in un piazzale dell’ospedale di Lucca. Aveva ustioni sul 90 per cento del corpo. Dalle indagini e’ emerso che tra i due c’era stato un rapporto a tratti burrascoso. Lui e’ sposato. Sembra che lei avesse intenzione di denunciarlo. Nel Casertano un cinquantenne ha ucciso la compagna con 12 coltellate alla schiena. Poi si e’ costituito. Grasso, ‘Da uomo fatico a spiegarmi cosa possa spingere ad usare una tale brutalita’. Nessuna scusante, sono solo squallidi criminali e schifosi assassini’.
Due femminicidi in 24 ore. E’ morta questa mattina intorno alle 6 Vania Vannucchi, l’infermiera di 46 anni data alle fiamme ieri a Lucca. La donna era stata ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale Cisanello di Pisa con ustioni di terzo grado. Il presunto aggressore, un ex collega della donna, è stato arrestato dalla polizia. E’ stata proprio l’infermiera a indicare il nome del suo aggressore, mentre subito dopo il fatto gridava e chiedeva aiuto. L’uomo è stato rintracciato dagli agenti delle volanti in casa subito dopo l’aggressione. Dodici coltellate alla schiena invece hanno spezzato la vita di Rosaria Lentini, 59enne di Catania uccisa dal compagno a San Prisco, nel Casertano. La donna è stata trovata senza vita dai Carabinieri all’interno di un sacco a pelo, riversa sul terreno all’interno della cava Tifatina, nel comune di San Prisco. A indicare il luogo dove si trovava il corpo è stato il compagno, Nicola Piscitelli, 55 anni, di Arienzo (Caserta), che questa mattina intorno alle 6.30 si è presentato nella stazione dei Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, con un coltello insanguinato e in stato evidente di agitazione, e ha confessato di aver accoltellato la sua compagna a seguito di una lite. Si tratta degli ennesimi femminicidi che avvengono in Italia.
“Ieri Caserta, oggi Lucca: negli ultimi mesi ci sono stati decine di casi come questi, donne vittime della violenza di compagni o ex. Da uomo fatico a spiegarmi cosa possa spingere ad usare una tale brutalità, a covare così tanto odio nascondendosi dietro presunti sentimenti quali l’amore, il dolore per una storia che finisce, la disperazione. Niente di tutto questo: spero che non si usino più, raccontando queste storie, termini ambigui e giustificatori come raptus, gelosia, disagio, rifiuto. Sono solo squallidi criminali e schifosi assassini. C’è un grande lavoro da fare, tutti insieme, per sradicare i resti di una cultura maschilista e possessiva che ancora permea la nostra società. Stare insieme è una sfida quotidiana: uomini e donne non si appartengono, si scelgono ogni giorno. Liberamente”. Lo scrive il presidente del Senato Pietro Grasso su Facebook.
La strage continua. Contro femminicidio oltre a leggi e fondi centri antiviolenza, serve azione culturale”. Lo scrive su Twitter la presidente della Camera, Laura Boldrini.