TRUMP CHIAMA PRESIDENTE CINA STOP PETROLIO PER KIM
‘Ora la guerra e’ piu’ vicina’. Parole pesanti quelle pronunciate dall’ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley al consiglio di sicurezza sulla Corea del Nord. Pechino chiarisce pero’ che ‘l’opzione militare non e’ un’opzione’ e Mosca attacca Washington, accusandola di ‘azioni provocatorie’ e sostenendo che ‘la via delle sanzioni e’ esaurita’. Le Nazioni Unite hanno rinviato la decisione di nuove misure punitive verso Pyongyang. E Donald Trump esprime scetticismo sul ruolo di Pechino nella crisi nordcoreana.
“Il dittatore della Corea del Nord ha fatto una scelta che porta il mondo più vicino alla guerra”. E’ quanto ha detto Nikki Haley, rappresentante degli Stati Uniti all’Onu, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza convocata dopo il lancio del nuovo missile intercontinentale balistico nordcoreano. “E se la guerra verrà, non fate errori, il regime nordcoreano sarà completamente distrutto”, ha aggiunto Haley che poi ha sottolineato che ora il mondo deve fronteggiare “un momento della resa dei conti” sulla questione nordcoreana. E che Donald Trump ha chiesto alla Cina di tagliere le forniture di petrolio a Pyongyang. “Questo sarebbe un passo cruciale per gli sforzi del mondo di fermare questo paria internazionale – ha detto ancora la rappresentante Usa – la Cina può fare questo da sola oppure possiamo prendere in mano la situazione petrolifera”.
“Abbiamo bisogno che la Cina faccia di più, il presidente Trump ha chiamato il presidente Xi per dirgli che siamo arrivati al punto che la Cina deve tagliare il petrolio alla Corea del Nord” ha continuato Haley. La rappresentante Usa ha poi detto che l’Onu deve continuare a trattare la Corea del Nord “come il paria internazionale che è diventata”, arrivando a toglierle tutti i diritti e privilegi, compreso quello di voto, in seno alle organizzazioni internazionali. Prima dell’intervento all’Onu, Trump, con un tweet, aveva detto che si sarebbero imposte nuove sanzioni alla Corea del Nord. E il dipartimento di Stato ha chiesto a tutti i Paesi che hanno ancora relazioni diplomatiche con Pyongyang di sospenderle e ritirare gli ambasciatori. La portavoce del dipartimento, Heather Nauert, ha spiegato che un’azione del genere aumenterebbe la pressione sul regime nordcoreano. Mentre Trump, durante un discorso in Missouri sulla riforma fiscale, ha deriso il leader nordcoreano Kim Jong Un, definendolo “un piccolo rocket man” ed “un cagnolino malato”.
Il missile balistico testato dalla Corea del Nord è un nuovo modello, con una tecnologia e una potenza più avanzata, secondo gli esperti che hanno analizzato le immagini diffuse dai media di stato nordcoreani, scrive la Cnn. Le foto del Hwasong-15 mostrano un missile più alto, più grande, che sembra decisamente più imponente del precedente Hwasong-14, il missile balistico che Pyongyang aveva sperimentato a luglio con due lanci che avevano sorvolato il Giappone. “Non è soltanto un missile grande per la Nord Corea, ma un missile grande in generale”, ha dichiarato alla Cnn l’esperto Michael Duitsman aggiungendo che “non ci sono molti Paesi che hanno le capacità per costruire missili così grandi che funzionino”. Questo tipo di missili balistici intercontinentali hanno diverse parti, ciascuna con il suo motore e propellente. Secondo un comunicato diffuso dal regime nordcoreano dopo il lancio, il missile Hwasong-15 “può trasportare una testata nucleare molto potente”” ed è più avanzato tecnologicamente del precedente Hwasong-14.
Gli Stati Uniti stanno approntando una nuova serie di sanzioni economiche a carico della Corea del Nord, che potrebbero includere restrizioni ai trasporti marittimi di merci diretti e provenienti da quel paese. Lo ha confermato oggi all’agenzia sudcoreana “Yonhap” una fonte del governo di Seul, riferendosi alle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump e del segretario di Stato Rex Tillerson dopo il test balistico nordcoreano di ieri. “Credo che gli Stati Uniti stiano valutando come strutturare (le nuove sanzioni). Al momento non so dire se gli Usa intendano ricorrere a una interdizione marittima unilaterale o includere tali misure in una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza, perche’ credo ci stiano ancora pensando”, ha detto la fonte.
L’amministrazione del presidente Usa, Donald Trump, ha minacciato ieri di imporre nuove sanzioni alla Corea del Nord, in risposta al lancio di un missile balistico intercontinentale da parte del regime asiatico, che ha interrotto una pausa di dieci settimane dalle provocazioni di quel paese. Trump ha riferito tramite il proprio profilio Twitter di aver discusso le “azioni provocatorie” della Corea del Nord con il suo omologo cinese, Xi Jinping, e ha annunciato che “Nuove, pesanti sanzioni verranno imposte alla Corea del Nord nella giornata di oggi. Faremo fronte a questa situazione”. Il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, ha anticipato che le prossime sanzioni bersaglieranno le istituzioni finanziarie in affari con Pyongyang. Tillerson, ha anche dichiarato che “la comunita’ internazionale deve adottare misure aggiuntive per rafforzare la sicurezza marittima, incluso il diritto di interdire il traffico marittimo per il trasporto di merci da e per” la Corea del Nord.
Durante la riunione d’emergenza convocata ieri dalla presidenza italiana del Consiglio di sicurezza Onu, l’ambasciatore Usa Nikki Haley ha chiesto a tutti i paesi di troncare le relazioni con la Corea del Nord, e avvertito che in caso di conflitto quest’ultima verra’ “totalmente distrutta”. Riferendosi al test balistico nordcoreano, l’ambasciatore ha dichiarato che il leader nordcoreano kim Jong Un “ha scelto di condurre il mondo piu’ vicino alla guerra”. “Non abbiamo mai cercato al Guerra con la Corea del Nord, e a tutt’oggi non la cerchiamo, ha detto Haley. “Se pero’ la guerra dovesse arrivare, non abbiate dubbi: la Corea del Nord verra’ totalmente distrutta”.
Il presidente Trump, ha discusso il test balistico nordcoreano di ieri con l’omologo cinese Xi Jinping, esortando Pechino a “ricorrere a tutte le leve a sua disposizione per convincere la Corea del Nord a porre fine alle sue provocazione e tornare ad un percorso di denuclearizzazione”, recita un comunicato diffuso dalla Casa Bianca a margine della conversazione telefonica. Stando all’ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, Nikki Haley,Trump ha chiesto al presidente cinese di “tagliare le forniture di petrolio alla Corea del Nord”: tale misura, ha detto Haley, “costituirebbe un passo cruciale nel contesto degli sforzi tesi a fermare questo paria della comunita’ internazionale”. Geng Shuan, portavoce del ministero degli Esteri cinese, ha dichiarato ieri che “la Cina esprime grave preoccupazione e opposizione” alla decisione di Pyongyang di testare un missile balistico intercontinentale”. Il portavoce ha fatto ricorso a toni piu’ duri rispetto a quelli sinora utilizzati da Pechino; la Cina, pero’, non si e’ ancora espressa in merito a un eventuale embargo petrolifero alla Corea del Nord, che spingerebbe il regime, gia’ sottoposto a un duro regime sanzionatorio internazionale, in una posizione ancor piu’ difficile.