Una lunga scia di sangue ha accompagnato il tentativo di golpe per destituire Erdogan in Turchia. Potrebbero arrivare a circa 300 i morti: 265 le vittime accertate e oltre 1.400 i feriti. Le autorita’ turche hanno arrestato un giudice della Corte Costituzionale e una decina di giudici della Suprema corte amministrativa, accusati di essere legati alla rete DEL magnate e imam Fethullah Gulen, considerato lo stratega DEL golpe. Altri 2.745 magistrati sono stati rimossi dai loro incarichi. Oltre 2.800 i militari arrestati. Erdogan, che ha sventato il golpe facendo appello ai suoi via facetime, minaccia vendetta: “Pagheranno duramente”. E il governo pensa alla pena di morte.
Il parlamento turco potrebbe presto discutere l’introduzione della pena di morte per far sì che non si verifichino mai più eventi come quelli della scorsa notte. Lo ha riferito il presidente turco Recep Tayyip ERDOGAN che, rispondendo agli appelli dei suoi sostenitori a Istanbul, ha sostenuto che “è un diritto di un paese democratico valutare, discutere e dibattere ogni richiesta”. Tale dibattito potrebbe avvenire in Parlamento, ha detto ERDOGAN spiegando che “non è comunque necessaria la sua autorizzazione”.
Tornato in patria e al comando, dopo aver misteriosamente atteso il corso degli eventi in volo, Erdogan ha riabbracciato le sue folle – anche fisicamente – e avviato una purga che si annuncia come la piu’ feroce dalla dittatura militare degli anni ’80: almeno 2.839 militari infedeli arrestati nel giro di poche ore, tra cui diversi generali, e la minaccia di reintrodurre la pena di morte, definitivamente abolita proprio da un suo governo nel 2004. A discuterne, ha precisato in serata il ministro della Difesa, dovra’ essere comunque il Parlamento. Alle prime luci dell’alba, la Turchia si era svegliata ancora in stato d’assedio. L’emittente statale Trt e la tv privata Cnn Turk, entrambe occupate e poi abbandonate nella notte dai putchisti, mostravano le immagini dei soldati che si arrendevano senza armi sul ponte del Bosforo, chiuso al traffico fino al mattino, e dei sostenitori di Erdogan a far festa sui carri armati. Era solo l’inizio. In mezzo alle notizie di folle inferocite contro i golpisti, di cui chiedono a gran voce esecuzioni pubbliche, qualcuno si e’ anche fatto giustizia da solo. Come mostra un video shock, diffuso sui social media, in cui un soldato che si era arreso viene picchiato a morte e decapitato.