‘In fondo lui che ha sempre predicato l’eutanasia, il diritto di non soffrire, non ha voluto essere curato alla fine’. Alberto Veronesi, figlio dell’oncologo morto due giorni fa, ha parlato degli ultimi giorni del padre raccontando che non ha voluto essere ricoverato, ‘nessun prolungamento, se n’e’ andato in maniera naturale’. La camera ardente a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano.
“Non ha voluto essere ricoverato, non ha voluto nessun prolungamento, ha voluto andarsene e questo e’ stato inevitabile. Se n’e’ andato in maniera naturale – ha aggiunto -. Nessuno pensava che ci sarebbe stato un decorso cosi’ rapido, pensavamo addirittura di festeggiare i suoi 91 anni il 28 novembre”. “Invece, adesso, ricordiamo l’ultimo compleanno in cui ha raccontato tutta la sua vita”, ha concluso.
Un grande commiato, silenzioso e commosso, della citta’ nei confronti del suo grande padre scientifico. La camera ardente dell’oncologo Umberto Veronesi, allestita nella sala Alessi del Comune di Milano, testimonia quanto la comunita’ meneghina sia affettuosamente legata al pioniere che per primo in Italia ha permesso a tante donne di far fronte al tumore conservando la propria femminilita’: “Quello che abbiamo visto e’ l’affetto enorme di tante persone che sono state salvate da papa’- ricorda il figlio Alberto, direttore d’orchestra- spesso ce lo dimentichiamo perche’ era un grande uomo di cultura, di scienza e di idee, ma e’ stato un grande oncologo, penso che siano oltre 50.000 le persone che ha salvato, quindi c’e’ una riconoscenza profonda”. Una corona di fiori del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, una del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, poste entrambe ai lati della bara, fanno da cornice alla processione ossequiosa che si addentra nel palazzo comunale, con cittadini comuni e vip che con trasporto non hanno voluto mancare al saluto nei confronti del medico piu’ amato, “sempre con il sorriso per tutti”, come ricorda l’ex prima ballerina della Scala Carla Fracci: “Ha creato e lascia molto e ha aiutato l’umanita’- ricorda- ed e’ stato cosi’ vicino a tutti, sempre sorridente. Questa e’ la cosa straordinaria di quest’uomo, la sua intelligenza, il suo genio. È una grande perdita”.
Tra le altre presenze illustri anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che e’ passato in mattinata per un breve saluto senza intrattenersi con i cronisti, e la cantante Rita Pavone, che di Veronesi fu paziente. Domani ci saranno le cerimonie funebri, sempre a Palazzo Marino, durante cui e’ atteso l’intervento dell’ex europarlamentare radicale Emma Bonino, recentemente colpita e guarita da un tumore, che atterrera’ a Linate questa sera alle 21. Molti anziani ma anche giovanissimi: studenti di medicina o semplici parenti di ammalati: “Mio nonno e’ morto pero’ grazie a lui e a mia nonna ho scoperto questo grande personaggio che ammiro molto”, racconta un adolescente venuto a far visita con alcuni suoi amici. Insomma, un amore a tutto tondo che bagna Milano ma che in realta’ viene da molto lontano, come ci spiega una signora spagnola in coda per entrare: “sono qui per turismo- dice- ma voglio salutare Veronesi perche’ ho sentito parlare molto di lui”. Domani intanto e’ previsto un piccolo omaggio musicale organizzato dal figlio Alberto: “Aveva questa passione per la poesia per l’arte per la musica per tutto cio’ che e’ umanita’- dice- Era una persona curiosa di tutto, infatti domani faremo un piccolo omaggio musicale prima dei discorsi ufficiali del sindaco e dei miei fratelli. Purtroppo Paolo non e’ qui perche’ sta operando e come sapete operare non e’ una cosa a cui si deroga perche’ ha a che fare con la vita delle persone”. Intanto i registri di condoglianze traboccano di ringraziamenti, individuali e collettivi, che trasudano emozione. La sensazione e’ netta, se n’e’ andato un benefattore.