“Noi partiamo dal deficit di 1,8% e puo’ ora essere stimato al 2% per cento, e’ un ennesimo miglioramento”. Lo annuncia il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Abbiamo terminato un lunga giornata di lavoro, anche molto interessante da molti punti di vista, con la discussione della nota di aggiornamento al Def. Nota di aggiornamento che abbiamo licenziato e che e’ in fase di trasmissione al Parlamento, cosi’ come previsto dalle scadenze”, dice Renzi.
Con la riduzione del deficit “il debito di conseguenza scende, anche se sostanzialmente e’ stabile, dal 132,8% al 132,2%”, ha detto il premier Matteo Renzi al termine del Cdm sulla nota di aggiornamento al Def, sottolineando che, nonostante la percentuale sia in calo il debito rimane “sostanzialmente sullo stesso livello”. La crescita nel 2017 si attestera’ all’1%. “Stimiamo prudenzialmente lo 0,8% del Pil nel 2016: e’ acquisito lo 0,7% nel primo semestre. E’ la linea della prudenza”, dice il premier. “Nel 2017 la crescita prevista e’ dell’1%. Continua una curva di crescita”, sottolinea.
Nella nota di aggiornamento al Def“mostriamo l’ennesimo miglioramento” del rapporto deficit/Pil, che era “al 3% nel ’14, al 2,6% ’15, del 2,4 nel 16 e del 2″ nel 2017, dalla curva del deficit” si vede che e’ “ai livelli piu’ bassi dal 2007”. Matteo Renzi si concede una battuta, con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in conferenza stampa. “Oggi e’ san Prudenzio, linea Padoan. Non e’ la linea dello 7,8 per cento di crescita proposta da palazzo Chigi”, dice Renzi avvertendo: “E’ una battuta”.
“Il Def misura delle circostanze eccezionali: coerentemente con le regole Ue le circostanze eccezionali sono quelle che uno Stato invoca in virtu’ di situazioni specifiche: ne abbiamo individuate 2, la prima e’ quella della sisma, l’altra questione e’ l’immigrazione”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Per queste chiederemo al Parlamento l’autorizzazione ad arrivare ad un massimo dello 0,4” di deficit. “Gli interventi per il sisma sono di default fuori dal patto di stabilità” e inoltre “l’Europa è gravemente in debito con l’Italia sull’immigrazione”, ha detto il premier Matteo Renzi presentando la nota di aggiornamento al Def, spiegando che per questo Roma chiederà a Bruxelles un aumento di flessibilità. “Chiederemo – ha spiegato – di arrivare fino a un massimo di 0,4”.
“L’altra questione e’ l’immigrazione. Abbiamo fatto gli hot spot, chiuse le frontiere, l’europa e’ gravemente in debito con l’Italia, quindi tutto quello che serve a questo noi dobbiamo spenderlo”, ha detto il presidente del consiglio.
“Le cifre vengono decise dalla legge di bilancio, quindi a ottobre e non oggi. Le regole prevedono che le leggi si facciano in Parlamento e non con i sindacati, nonostante noi siamo fautori dela concertazione. Confermiamo l’intervento sul tema dell’aiuto alle pensioni, quanto grande questo intervento sia lo decidiamo nella legge di bilancio”. Lo ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa dopo l’ok alla nota di aggiornamento del def. “le misure ci saranno, l’Ape ci sara’”, ha aggiunto Renzi: “Inoltre confermiamo il quadro di riduzione fiscale. Le singole misure le decidiamo in legge di bilancio”.
“Al momento sono dell’idea di non mettere la questione di fiducia” sul processo penale. Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa di presentazione della nota di aggiornamento del Def. “Abbiamo discusso – ha spiegato – quasi più di processo penale che di Def. Il Governo mi ha autorizato, ove necessario, a porre la questione di fiducia”.”Ho visto – ha aggiunto – esponenti della magistratura scagliarsi contro questo documento di legge che a me sembra un compromesso alto e nobile. L’intendimento del Governo è autorizzare la questione di fiducia, ma credo che forse non valga la pena di rischiare uno scontro istituzionale”.
“La dinamica del debito è ancora insoddisfacente anche se sta andando nella direzione giusta. Il rapporto debito/Pil non scende. Avevo immaginato che sarebbe sceso. Speravo in un po’ più di inflazione. Non è arrivata e questo si ripercuote sul debito”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, presentando la nota di aggiornamento al Def.