IN MIGLIAIA PER LA RIVOLTA DEL ‘LAND DAY’. OLTRE 1000 FERITI

Sedici palestinesi sono stati uccisi nei violenti scontri in corso con l’esercito israeliano lungo il confine con lo stato ebraico, vicino al reticolato che divide Gaza da Israele, dove e’ in atto la ‘Marcia per il ritorno’ nell’ambito del ‘Land day’. I media palestinesi parlano anche di almeno 1.200 feriti, mentre l’esercito israeliano calcola in circa 17mila i manifestanti che ‘lanciano bombe incendiarie e sassi’.
Sangue e scontri a Gaza. Almeno sedici palestinesi sono rimasti uccisi dall’esercito israeliano e centinaia sono stati feriti al confine, nel corso della prima giornata di proteste palestinesi alla frontiera della Striscia. Decine di migliaia di manifestanti, secondo fonti palestinesi, sono affluiti in diversi punti della barriera per “la Grande marcia del ritorno”, un movimento di protesta che durerà sei settimane per rivendicare il “diritto al ritorno” dei rifugiati palestinesi e denunciare il blocco imposto a Gaza da Israele. L’esercito dello Stato ebraico in un tweet ha scritto che i suoi uomini stanno rispondendo con mezzi antisommossa contro gli almeno 17.000 palestinesi che protestano in sei punti diversi della barriera, lanciando pneumatici incendiati e pietre ai soldati appostati al di là della frontiera. L’esercito ha anche ammesso di stare sparando ai manifestanti più violenti.
“Condanniamo in modo forte l’uso sproporzionato della forza da parte di Israele contro i palestinesi durante le proteste pacifiche di oggi a Gaza“. Così il ministro degli Esteri della Turchia, in riferimento agli scontri al confine tra Israele e Gaza il cui ultimo bilancio è di otto morti e centinaia di feriti. “È necessario che Israele ponga fine rapidamente all’uso della forza, che innalzerebbe ulteriormente le tensioni nella regione”, afferma Ankara, lanciando un invito “alla comunità internazionale a rispettare la sua responsabilità di convincere Israele ad abbandonare il suo atteggiamento ostile”.