RENZI RINGRAZIA E PRECISA: ‘GLI INCONTRI CON BANKITALIA SEMPRE IN CONTESTO ISTITUZIONALE’. DI MAIO ATTACCA E CITA CICERONE: ‘FINO A QUANDO ABUSERETE DELLA NOSTRA PAZIENZA?
Nei suoi incontri con il governatore di Bankitalia nel 2014, l’allora premier Renzi “certamente una domanda la fece” su Banca Etruria, ma il suo interlocutore non rispose. Lo ha detto lo stesso governatore Visco alla Bicamerale d’inchiesta sulle banche. Visco ha invece escluso che l’allora ministro Boschi abbia mai fatto alcuna “sollecitazione di alcuna natura su Etruria ne’ chiese informazioni riservate” nei suoi incontri con il vice dg di Bankitalia Panetta. Visco ha rivendicato il lavoro di vigilanza fatto dall’istituto da lui diretto. E arriva la risposta di Matteo Renzi: “Ringrazio molto il governatore, mi fa piacere che fughi ogni dubbio sul comportamento dei ministri. Nessuno di loro ha mai svolto pressioni ma solo legittimi interessamenti legati al proprio territorio”. Delrio, mi sono occupato di Etruria ma no pressioni, intervenire sulle banche era doveroso. Di Maio, Visco svela le pressioni di Renzi.
Visco alla commissione di inchiesta riferisce di aver avuto più incontri con l’allora premier Renzi, che chiese informazioni sulla possibile acquisizione di Etruria da parte di Vicenza. Nessuna pressione, sottolinea il governatore della Banca d’Italia. Ma specifica di non aver risposto alle domande dell’ex presidente del Consiglio, replicando che lui ne avrebbe parlato soltanto con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. La risposta di Matteo Renzi è molto calibrata. Dopo aver ringraziato il governatore per aver ‘scagionato’ i suoi ministri – a cominciare da Maria Elena Boschi – da qualsiasi ipotesi di pressione, il segretario PD in una nota ‘rivendica’ tuttavia il fatto di essersi interessato “a tutti i singoli territori, nessuno escluso, oggetto di crisi bancarie”. Quindi non soltanto Banca Etruria, come dichiarato da Visco. “Ringrazio molto il Governatore Visco per le parole di apprezzamento che ha rivolto al mio Governo nella sua audizione di questa mattina – scrive -. Mi fa piacere che egli finalmente fughi ogni dubbio sul comportamento dei ministri”. Renzi specifica che i numerosi incontri con Banca d’Italia si sono svolti “sempre alla presenza di collaboratori e colleghi, quali Pier Carlo Padoan e Graziano Delrio”. Dunque, in un contesto pienamente istituzionale e nella “massima collaborazione” con Bankitalia, “anche quando non eravamo d’accordo su tutto”. “Nessuna ‘insistenza’, nessuna ‘pressione’, nessuna richiesta di ‘violazione del segreto’ è stata mai formulata da parte nostra – afferma il segretario – e del resto essendosi svolti gli incontri in presenza di testimoni il fatto è facilmente verificabile. Il nostro stile istituzionale è sempre stato ineccepibile come peraltro riconosciuto dallo stesso Governatore”.
Interviene anche il ministro Delrio: “Confermo e condivido totalmente la nota del Presidente Renzi. Abbiamo ereditato un sistema bancario con gestioni poco prudenti e spesso caratterizzate da pratiche illegali. Era doveroso intervenire per i risparmiatori e per le imprese”.
Ma le parole di Visco vengono interpretate diversamente da Luigi DI Maio e dai Cinquestelle. Proprio il candidato premier del M5S cita Cicerone: “Fino a quando, dunque, abuserete della nostra pazienza?”. “Per uno scandalo di questa portata un vero partito democratico avrebbe già mandato a casa il suo segretario – scrive Di Maio sui social – Come fa il Pd a subire in silenzio questa violenza istituzionale?”. E su Facebook parla di un “quadro di indebite pressioni da parte degli giglio magico che controlla tutt’ora il Pd”. La principale preoccupazione “del duo Renzi-Boschi”, secondo il leader Cinquestelle, “non era risolvere i tanti e gravi problemi del Paese, ma proteggere Arezzo e la banca amministrata da Pier Luigi Boschi”.
La senatrice Paola Taverna invita Renzi a “tornarsene nella sua Toscana” e a fare “la comparsa nel museo di Pinocchio”. Mentre per Liberi e Uguali interviene il deputato di Sinistra Italiana-Possibile Giovanni Paglia che commenta: “Sarebbe servita una classe dirigente, abbiamo avuto il Giglio Magico”.