“Nell’opinione di alcuni la Banca d’Italia avrebbe sempre detto che ‘andava tutto bene’ e avrebbe sottovalutato la situazione quando, con la seconda recessione, innescata nel 2011 dalla crisi dei debiti sovrani, una nuova ondata di deterioramento della qualità dei crediti si è aggiunta a quella sopportata dalle banche nel triennio precedente. Questo non è vero”. Lo ha detto Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, nel corso di un’audizione davanti alla commissione di Inchiesta sulle banche.
”Le conseguenze della doppia recessione sul sistema finanziario sarebbero state ben peggiori senza la nostra attività di supervisione”. Così Ignazio Visco, governatore dei Bankitalia, in audizione davanti alla Commissione di inchiesta sulle banche, ricordando come ”l’incidenza delle sofferenze nette sui prestiti sia rimasta su valori inferiori a quelli registrati alla metà degli anni novanta (4,8 per cento nel 2015, a fronte del 5,9 nel 1996), dopo una crisi economica molto meno grave di quella che abbiamo da poco superato”.
Per molti risparmiatori coinvolti nel crack di alcune banche italiane le perdite sono state “diffuse e dolorose”. Nell’azione di Bankitalia, ha sottolineato Visco, “abbiamo agito con il massimo impegno e nell’esclusivo interesse del Paese. Abbiamo affrontato molte difficoltà, riuscendo a superarne tante nei limiti delle nostre competenze e del nostro mandato”. “Le perdite sopportate dai risparmiatori – ha aggiunto il governatore – nei casi in cui non è stato possibile risolvere altrimenti le crisi sono state diffuse e dolorose. È questa una spinta a cercare di migliorare la nostra azione in ogni modo possibile”.
Visco ha ricordato che “Nel corso dei lavori della Commissione ha ricevuto molta attenzione il fenomeno delle cosiddette “porte girevoli”. Si e’ adombrato il sospetto che la presenza di ex dipendenti della Banca d’Italia tra il personale delle banche abbia influito negativamente sull’accuratezza del lavoro della Vigilanza. Voglio ricordare – ha sottolineato – che i nostri ispettori svolgono la propria attivita’ nella veste di pubblici ufficiali e che in oltre 120 anni di storia della Banca d’Italia non ci risulta vi sia mai stato un ispettore che nell’esercizio della propria funzione si sia reso colpevole di omessa vigilanza, o sia stato condannato per corruzione o concussione”.
“In questi anni la collaborazione tra la Banca d’Italia e la Consob e’ stata leale e costante, a livello sia tecnico sia di vertice. Anche grazie a questa collaborazione e’ stato possibile gestire e superare casi di crisi, insieme con il Governo”. “Con questo stesso spirito – ha osservato Visco – riconosciamo che, nonostante i passi avanti conseguiti con il protocollo del 2012 e con la collaborazione a livello tecnico, altro puo’ essere ancora fatto per migliorare la comunicazione. Sono gia’ in corso i lavori per il riesame dei protocolli che governano la condivisione di informazioni tra le due autorita’, al fine di renderli piu’ efficaci”.
“Aggiungo in modo chiaro che la Banca d’Italia non ha mai fatto pressioni su nessuno per favorire la Banca Popolare di Vicenza o sollecitarne un intervento. Mai”. Lo garantisce il governatore della Banca d’Italia. “Ho ricordato piu’ volte che le banche sono imprese e come tali vengono trattate dalla Vigilanza- spiega- nel pieno rispetto della loro autonomia di gestione, della quale hanno sempre la piu’ completa responsabilita’. La Vigilanza interviene per indicare alle banche le misure necessarie per una conduzione sana e prudente, ma non puo’ stabilire le modalita’ operative con cui gli specifici interventi devono essere adottati. Per questo noi segnaliamo la necessita’ di una aggregazione; sta alle banche individuare la controparte con cui effettuarla”, conclude il numero uno di Bankitalia.
Nessuna telefonata tra il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e l’ex presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin, come raccontato dall’ex ad di Veneto Banca Vincenzo Consoli. Lo ha sostenuto, in audizione davanti alla Commissione di inchiesta sulle banche, lo stesso numero uno di Palazzo Koch, ricordando invece come ci sia stato ”un incontro di 5 minuti sul tema, durante il quale gli ho raccomandato equilibrio e interventi paritari”. In merito all’ipotesi di aggregazione tra Veneto Banca e Popolare di Vicenza, e gli incontri con Gianni Zonin, “ho i registri delle telefonate, delle visite, in alcuni casi ci sono verbalizzazioni, non vedo mai i banchieri da soli”. Vincenzo Consoli, all’epoca amministratore delegato di Veneto Banca, “ne parlò per primo in vigilanza. Zonin venne a parlarmi proprio 5 minuti per dirmi quanto era interessato. Io raccomandai equilibrio e interventi paritari. Non ho mai avuto telefonate da Zonin a riguardo”.
Su Banca Etruria, non c’e’ stata “nessuna indicazione” da parte della Banca d’Italia, ma “abbiamo recepito l’interesse e il fatto che la Popolare di Vicenza fosse interessata a cercare di espandersi in tante direzioni”.
“Ho avuto rapporti di collaborazione ovviamente pienissimi con il governo Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. Pienissimi. Nei miei colloqui con i presidenti del Consiglio non c’e’ mai stato uno screzio, valutazioni diverse, non solo con Renzi, su come affrontare certe situazioni”. Sempre “rapporti sul merito che hanno riguardato l’economia italiana e su cosa fare per superare le crisi di tutte le banche italiane”, dice il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, rispondendo a una domanda del presidente della Bicamerale, Pier Ferdinando Casini.