“Mi dispiace che su questo tema ci siano state delle strumentalizzazioni anche interne al partito”. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti, intervistato dal Corriere della sera, parla della mozione di sfiducia a Salvini. “La nostra posizione, concordata con i capigruppo, ha tenuto aperta la vicenda del Russiagate e ha fatto si che Conte smentisse Salvini, che gli desse del bugiardo, e che emergessero tutte le contraddizioni che sono poi emerse. Se invece avessimo presentato subito la mozione di sfiducia la vicenda si sarebbe chiusa in 48 ore senza mettere in difficoltà la maggioranza gialloverde. Ricordo che Di Maio qualche giorno fa disse: ‘Quando il Parlamento chiama bisogna andare’. Prendo atto che anche su questo non è stato di parola. Comunque da domani” alle feste dell’Unità, “raccoglieremo le firme per chiedere le dimissioni di Salvini, il ministro che spacca dal Parlamento”.
“Il dibattito sulla costituente delle idee – sottolinea Zingaretti – è partito in tutto il Paese. Noi non ci facciamo i selfie in mutande, ma con questo processo vogliamo tenere il più grande dibattito popolare della storia del dopoguerra su dove vogliamo portare questo Paese. Ci sono già arrivati 7mila contribuiti dalla piattaforma online e io sono convinto che il Pd, ridando credibilità all’opposizione, tornerà a vincere, perché siamo l’unica possibilità esistente in Italia. Ma per farlo dobbiamo essere seri e non seguire in maniera ossessiva i tweet di Salvini per rispondergli. Recuperiamo un’autonomia di pensiero e di visione e rimettiamo al centro la vera agenda che serve agli italiani”.