ZINGARETTI SI CANDIDA: ‘RIFONDIAMO IL PD, MAI CON M5S’ ACCLAMATO DA AREADEM. FRANCESCHINI: ‘ORA BASTA SPOCCHIA’
‘Voglio fare il segretario del Pd, il resto sono caricature’, annuncia, applaudito, il governatore del Lazio Zingaretti all’incontro di AreaDem a Cortona. Invita a recuperare il confronto delle idee e chiarisce di non volersi alleare con il M5s, ma di voler parlare con chi ha abbandonato il partito. Poi osserva che il partito deve farsi garante di nuove alleanze in Italia e in Europa: ‘non e’ vero che tutto cio’ che non e’ Pd e’ nemico del Pd. Alleato e’ una bellissima parola’, riflette. Appello di Dario Franceschini, ‘non torniamo a quel fastidiosissimo senso di superiorita’ morale’. Martina: manifestazione per battaglia culturale.
Repubblica intervista il governatore del Lazio Nicola Zingaretti candidato alla segreteria dem, per il quale è necessario ripartire “da un ripensamento della nostra collocazione politica. Occorre rimettere al centro la nostra ragione di esistenza: la giustizia e lo sforzo di chiudere la forbice tra chi ha e chi non ha. Inoltre sul partito occorre lasciarci alle spalle la stolta discussione tra partito pesante e leggero. È superato il vecchio partito burocratico e pedagogico, ma anche l’inconsistenza attuale di un partito che ha perso il senso di una comunità. Ci sono ancora tanti splendidi militanti ma il tono generale lo danno le correnti, i feudatari locali, la preoccupazione sui destini personali. Dobbiamo stare nelle strade e nei luoghi della vita, insieme finalmente ad una presenza autonoma e forte nella Rete, dove non abbiamo mai investito”.
Sull’immigrazione è a rischio il futuro dell’Unione europea? “L’immigrazione è un problema reale. Ingigantito, però, dalla destra xenofoba di Salvini”. “Si deve dare una risposta duplice. Accogliere umanamente gli immigrati regolari, i profughi. Gestire con giustizia e fermezza gli irregolari, prevedendo il loro rimpatrio. Inoltre, ecco il secondo aspetto, dobbiamo fare esattamente il contrario di ciò che il governo giallo-verde sta facendo. Sostenere i servizi, risanare i quartieri più difficili, investire nelle periferie”. Le forze progressiste dovrebbero fare fronte comune anche con Macron alle europee del 2019? “Le forze progressiste innanzitutto devono ritrovare tra di loro un’ampia sintonia. La Ue si è piegata troppo agli interessi della Germania, alla politica di austerità, ai bassi interessi sui titoli tedeschi, all’assillo sull’inflazione che alla fine ha determinato una deflazione. Sono peggiorate le vite di una parte grande di europei. L’Europa su questo deve scegliere un indirizzo chiaro. E questo è il senso delle prossime elezioni. Ciò non esclude, a mio avviso, una alleanza politica con Macron anzi, in una parte lunga di questa legislatura europea noi abbiamo governato d’intesa con i popolari”.