BENIGNI, ‘LA SUA OPERA E’ TRA LE MERAVIGLIE DEL XX SECOLO’
E’ morto a Roma, dopo una lunga malattia, il regista Bernardo Bertoluzzi. Nato a Parma nel 1941, ha firmato alcuni dei maggiori capolavori del cinema italiano, come Ultimo tango a Parigi, Il te’ nel deserto, Piccolo Buddha, Novecento e L’ultimo imperatore. Proprio questo film gli valse l’Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale. L’ultimo saluto dovrebbe avvenire in una cerimonia privata. Si sta comunque pensando a un omaggio in Campidoglio. ‘Se n’e’ andato il piu’ grande’, il ‘dolore immenso’ di Roberto Benigni che celebra il cinema di Bertolucci ‘tra le meraviglie del XX secolo’.
I suoi film hanno sollevato polemiche e hanno fatto storia: oggi il cinema piange Bernardo Bertolucci, morto a Roma dopo una lunga malattia. Aveva 77 anni. Sui social e’ un diluvio di commenti di personaggi del mondo dello spettacolo, di colleghi, attori, e di musicisti, volti della tv, esponenti delle istituzioni, e semplici ammiratori. Tutti vogliono ricordare il genio del regista, vincitore di due premi Oscar per “L’ultimo imperatore” e autore di pellicole che hanno impresso un’impronta indelebile nella storia del grande schermo, come “Novecento”, “Il piccolo Buddha”, “IL te’ nel deserto” e “Ultimo tango a Parigi”. “E’ un dolore immenso. (…) Se ne e’ andato il piu’ grande di tutti, l’ultimo imperatore del cinema italiano. Un pezzo della nostra famiglia, un amico fraterno, amoroso, intelligente, pieno di genio, imprevedibile, rigorosissimo e implacabile nel dirci sempre la verita’. Il suo cinema rimarra’ tra le meraviglie del ventesimo secolo”, affermano Nicoletta Braschi e Roberto Benigni. “La sua morte e’ anche un po’ la nostra che ci avvicina al ‘finale di partita’ di una vita che e’ stata, quasi per tutti, insieme commedia, dramma, tragedia e farsa”, scrive Marco Bellocchio in una lettera aperta all’amico e collega. Una lettera anche da Stefania Sandrelli: “Se ne e’ andato il mio ‘ultimo imperatore’. Che si sentiva come un ‘topo nel formaggio’. Per lui significava stare come in un bozzolo, al caldo e al riparo. Me lo disse gioiosamente dopo una estate di sofferenza e di passione. ‘Adesso sto bene, sai? Sto come un topo nel formaggio'”. L’attrice ringrazia il maestro per “essere stato cosi’ speciale”.
“Desidero esprimere il cordoglio profondo ai familiari, agli amici, a tutti coloro che hanno tratto insegnamento dalla sua sensibilita’ intellettuale e artistica”, afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella mentre di “dolore personale” parla Giorgio Napolitano che sottolinea come Bertolucci abbia “segnato un’impronta profonda nella storia della creazione cinematografica e nello sforzo di rappresentazione dell’intera vicenda della nazione italiana nell’epoca moderna, meritandosi i piu’ prestigiosi riconoscimenti”. E’ un “doloroso giorno per la cultura italiana”, scrive su Facebook il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli mentre l’ex premier Matteo Renzi lo ricorda come “prezioso” consigliere quando a Palazzo Chigi “decidemmo – scrive – di investire piu’ risorse sul cinema”. E ancora tweet da parte di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio (“immenso protagonista” che ci “lascia un’opera grandiosa”) e della sindaca di Roma Virginia Raggi (“L’Italia intera gli rende omaggio”). Su Twitter, cercando l’hashtag Bertolucci o BernardoBertolucci, tante le citazioni, le foto, i video postati: “In questi tempi conformisti, dove ritroveremo mai la tua forza erotica, la tua felicita’ scostumata, la scabrosa vocazione verso l’ambiguo di carne e anima?”, si domanda Roberto Saviano e Maria Sole Tognazzi posta una foto di scena di suo papa’ Ugo assieme a Bertolucci (“Non trovo le parole”). “Ora il Novecento si e’ chiuso davvero”, commenta la giornalista Stefania Ulivi. Davvero.