Addio alla sciarpa bianca del cinema italiano. E’ morto a 95 anni nella notte nella sua casa romana il decano dei critici Gianluigi Rondi. Presidente dei David di Donatello, Rondi era nato a Tirano, in Valtellina, il 10 dicembre 1921, e aveva cominciato la carriera nel 1946 al ‘Tempo’. E’ stato direttore e presidente del Festival di Venezia e poi del Festival di Roma.
Novantaquattro anni, la maggior parte dei quali spesi dietro una macchina da scrivere, e un computer in anni più recenti, per valutare, recensire, elogiare o stroncare spettacoli teatrali, opere cinematografiche e i loro protagonisti. Questa è stata la vita di Gian Luigi Rondi, il decano dei critici italiani, anche se lui preferiva definirsi più semplicemente un ‘operatore culturale’, che si è spento nella notte scorsa a Roma. Venerato, ma anche molto osteggiato, nella sua lunghissima carriera non si è fatto mancare nulla: dal 1983 al 1986 è stato direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dal 1993 al 1997 presidente della Biennale di Venezia, dal 2008 al 2012 ha ricoperto l’incarico di presidente della Fondazione Cinema per Roma, sovrintendendo al Festival Internazionale del Film di Roma, nel 2011 è stato nominato dal Governo Berlusconi commissario straordinario della SIAE ed è presidente a vita dell’Accademia del Cinema Italiano-Premi David di Donatello. Non solo: oltre alla sua longeva e principale attività di critico cinematografico, per il quale è conosciuto a livello internazionale, Rondi è stato anche un apprezzato sceneggiatore (ha collaborato con registi del calibro di René Clair, Georg Wilhelm Pabst e Joseph Mankiewicz), regista (ha firmato diversi documentari di carattere storico e biografico), docente universitario in diversi e prestigiosi Atenei (la Cattolica di Milano e la Pontificia Gregoriana di Roma, solo per citarne due) e saggista. La sua carriera è cominciata a metà degli anni Quaranta tra le pagine del quotidiano ‘Il Tempo’, dove scrisse poi per tutto il corso della sua vita. A quest’attività ha affiancato anche la collaborazione con il quotidiano francese Le Figaro, oltre ad altri periodici d’Oltralpe, mentre negli anni Sessanta si è aperto alla televisione, occupandosi personalmente di cicli dedicati a grandi registi. Ha partecipato a giurie internazionali, tra cui Berlino nel 1961, Cannes nel 1963, Rio de Janeiro nel 1965, San Sebastian nel 1968 e ha diretto dal 1966 al 1990 gli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento. Nel 1970 ha fondato il Festival delle Nazioni di Taormina, dove ha ricoperto anche l’incarico di direttore artistico. Confidente di dive immortali come Ingrid Bergman, Anna Magnani e Gina Lollobrigida, amico storico di Luchino Visconti, ultimamente fedelmente appoggiato al bastone e sempre con la sua sciarpetta bianca attorno al collo, il nome di Rondi resterà per sempre legato indissolubilmente ai grandi del cinema, che ha tanto amato (e tanto criticato) con la stessa passione per tutto il corso della sua vita.
“Gian Luigi Rondi vita cinema passione” di Giorgio Treves e’ il documentario che racconta meglio di tutti chi era il decano dei critici cinematografici, “l’uomo dalla sciarpa bianca tre volte piu’ grande di quello che serve” come lo ha definito Vittorio Taviani. E’ morto all’eta’ di 94 anni il critico cinematografico Gian Luigi Rondi. Il presidente dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello che assegna ogni anno il David di Donatello. Dal 1993 al 1997 Presidente della Biennale di Venezia. Nel 2011 nominato dal governo Berlusconi commissario straordinario della Siae. Dal giugno 2008 al febbraio 2012 Presidente della Fondazione Cinema per Roma, sovraintendendo al Festival Internazionale del Film di Roma diretto da Piera Detassis. Un uomo che sapeva guardare sempre avanti. Solo in una occasione disse una cosa che non guardava al futuro. In una puntata del Cinematografo su Rai1 confrontandosi con una collega che dichiarava di vedere tutti i film, disse che ora era nella posizione di poter scegliere cosa vedere.