Alla vigilia della Conferenza di pace sull’Afghanistan in programma oggi a Mosca, gli Usa hanno sganciato sul paese asiatico la superbomba Moab per colpire l’Isis. Reazione dei talebani afghani che hanno condannato il lancio della bomba, sottolineando che si tratta di “un attacco perpetrato da criminali internazionali”. Fonti del governo provinciale afghano dicono intanto che la superbomba sganciata ieri dagli Usa sul distretto di Achin ha causato la morte di 82 militanti dell’Isis.
Gli Stati Uniti hanno lanciato un’enorme bomba, la più potente di quelle non nucleari, in Afghanistan per colpire i tunnel scavati dall’Is nella provincia orientale di Nangarhar. Si tratta dell’ordigno GBU-43/B, nota come la ”madre di tutte le bombe”, che secondo le fonti sarebbe stata lanciata alle 19 ora locale. E’ la prima volta che questo tipo di bomba viene usata su un campo di battaglia, hanno riferito le fonti americane citate dalla Cnn. Obiettivo del raid i tunnel scavati dall’Is e i miliziani riuniti nel distretto di Achin. La bomba era stata realizzata durante la guerra dell’Iraq. La bomba sganciata nella serata di ieri dagli Usa in Afghanistan ha “ucciso almeno 36 combattenti dell’Isis”. Lo dicono le autorita’ afghane.
A sganciare la bomba contro l’Is è stato un MC-130 delle Forze speciali dell’aeronautica militare americana. A firmare l’autorizzazione per l’uso dell’ordigno è stato il comandante delle forze americane in Afghanistan, il generale John Nicholson. Dal peso di quasi dieci tonnellate, la bomba ha la potenza di distruggere qualunque cosa nel raggio di centinaia di metri. L’esercito americano sta valutando i danni nella provincia afghana di Nangarhar, che confina con il Pakistan.
Il governo afghano era stato informato dagli Usa dello sgancio del piu’ grande ordigno convenzionale, la bomba GBU-43, sul proprio territorio contro un obiettivo di Khorasan, la fazione locale di Isis “nell’area di Achin nella provincia di Nangarhar”. Lo ha reso noto Shah Hussain Murtazavi, portavoce del presidente, Ashraf Ghani La “madre di tutte le bombe”, come s’ tata ribattezzata, da 10 tonnellate e’ stata sganciata alle 19,32 ora locale (le 17,02 in Italia). Kabul ha sottolineato che sono “state prese le necessarie precauzioni per scongiurare vittime tra i civili”. Il governatore di Nangarhar ha confermato che “mmebri chiave” del gruppo jihadista sunnita sono stati ucciso e che i loro rifuggi nella zona sono stati distrutti.
Il comando Usa ha negato il legame ma la bomba e’ stata sganciata nella stessa zona un cui un sergente dei ‘berretti verdi’, uno dei corpi speciali Usa, e’ stato ucciso sabato scorso. L’ordigno in se’, malgrado la sua devastante potenza esplosiva, e’ caduto un’area montuosa e scarsamente popolata dove il Pentagono spera di non aver causato “danni collaterali”, ossia vittime civili. Secondo la Bbc sarebbero stati eliminati un gruppo di miliziani di Khorasan, il ‘braccio’ locale di Isis, tra cui un loro leader.