AVVIATO ITER PER COMMISSARIAMENTO, OGGI CONVOCATA ASSEMBLEA
Per il governo non ci sono possibilita’ di nazionalizzazione per Alitalia, dopo il no dei lavoratori all’accordo. ‘Bisogna dire la verita’: non ci sono le condizioni’, ribadisce il premier Gentiloni sottolineando pero’ che ‘il governo si sente impegnato a difendere lavoratori, utenti, contribuenti e cittadini per non disperdere risorse e asset’. Il ministro Calenda parla di ‘un prestito ponte dallo Stato di 300-400 milioni per assicurare sei mesi di gestione’. In serata vertice a Palazzo Chigi. Ma l’incertezza sul futuro e’ totale, fra il rischio di ‘spezzatino’ e la speranza di un intervento di Lufthansa. Il segretario della Cei mons. Galantino richiama le responsabilita’ di chi ‘rifiuto’ l’alleanza con Air France e Klm’.
‘Sulla questione Alitalia bisogna dire la verita’: non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione’, ha detto il premier Paolo Gentiloni aggiungendo che ‘il governo si sente impegnato a difendere lavoratori, utenti, contribuenti e cittadini per non disperdere risorse e asset della compagnia’. Il ministro dello sviluppo economico Calenda parla di ‘un prestito ponte dallo Stato, intorno ai 300-400 milioni per assicurare sei mesi di gestione; nel Pd Orfini chiede di ‘verificare ogni possibile alternativa’ al fallimento e da Fi Martusciello ipotizza aiuti di Stato. Interviene anche la Cei con il segretario generale mons. Galantino che richiama le responsabilita’ di chi ‘rifiuto’ l’alleanza con Air France e Klm’. Preoccupazione fra i passeggeri abituali per la sorte dei circa 20mila dipendenti.
Alitalia marcia verso il commissariamento dopo la vittoria del no al referendum sul piano di ricapitalizzazione dell’azienda. Saltato l’incontro di ieri al ministero per lo Sviluppo economico; si fara’ dopo l’assemblea dei soci, convocata per oggi ma che potrebbe anche essere spostata al 2 maggio. In una intervista al Corriere della Sera il ministro Calenda afferma che “si e’ diffusa l’idea, sbagliata, che Alitalia possa essere nazionalizzata e che ci siano i contribuenti a saldare i conti. E invece non puo’ accadere”. Dal canto suo, il ministro dei Trasporti Delrio in un’intervista alla Stampa sostiene che “indietro non possiamo tornare. Qualcuno si e’ convinto ci sarebbe stato l’ennesimo salvataggio pubblico, ma non ci sara’”. Per il ministro del Lavoro Poletti ora “si apre una fase di incertezza e di sacrifici”, c’e’ “rischio” per circa 20 mila posti di lavoro e per uno stop alle integrazioni degli ammortizzatori.
“Chi governa ha come compito di dedicarsi alla soluzione dei problemi, ma anche di dire la verita’. E su questo la verita’ l’avevo detta prima e la dico anche adesso: non ci sono le condizioni per una nazionalizzaizone di Alitalia”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni a Benevento. Sulla vicenda “ci lavoreremo” ma “la decisione del referendum rende piu’ difficile accettare una sfida che gia’ si trascinava da 15 anni”, afferma il premier Paolo Gentiloni. “Devo dire- aggiunge- che da parte mia c’e’ stata delusione” sul fatto che “l’opportunita dell’accordo tra azienda e sindacati non sia stata accolta”.
Su Alitalia il governo esclude il salvataggio pubblico dopo che il referendum dei lavoratori ha bocciato il preaccordo tra azienda e sindacati sul piano industriale. “Indietro non possiamo tornare. Qualcuno si è convinto ci sarebbe stato l’ennesimo salvataggio pubblico. Lo dico chiaramente: non ci sarà”, ha detto intervistato da ‘La Stampa’, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, il quale ha aggiunto che la compagnia, dopo il commissariamento, sarà venduta al “miglior offerente”. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha ricordato che il commissariamento durerà sei mesi “per portare avanti il processo di cessione degli asset in modo ordinato senza danneggiare i viaggiatori e la mobilità. Perché oggi per noi queste sono le priorità: non creare disservizi per i viaggiatori e ridurre al minimo i costi per i contribuenti”. “Oggi” stesso comincia il confronto con Bruxelles per il prestito ponte, “il minimo indispensabile per completare il processo”, ha affermato Calenda su ‘Il Corriere della Sera’.
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, su ‘La Repubblica’, non ha negato che a “rischio” potrebbero essere circa 20mila lavoratori: oltre ai 12.500 dipendenti della compagnia gli ottomila dell’indotto e intervistato a Radio Anch’io su Radio1 Rai, ha invitato a “tenere i nervi saldi. Naturalmente noi ci facciamo carico” del compito che spetta al “governo, la legge ci dà strumenti per gestire queste situazioni” ma la “fase è delicata” e occorre muoversi, ha sottolineato il ministro, “nello spirito di trovare una soluzione”. Chiede tempo il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, intervistato nel corso della trasmissione “Unomattina” di Rai1. “Quello che ci ha presentato Alitalia è il terzo piano industriale che fallisce nel giro degli ultimi anni e poi le responsabilità dell’impresa vengono scaricate sui lavoratori e sul Sindacato, come se l’avessimo gestita noi”, ha dichiarato aggiungendo: “Ora propongono il commissariamento subito e invece occorre ancora un po di tempo per ragionare. Per esempio, cosa significa ‘aiuti di Stato’? E gli aiuti regionali per altre compagnie non sono forse la stessa cosa? Inoltre – ha incalzato il leader della Uil – abbiamo evidenziato che ci sono stati 750 milioni di sovraccosti perché l’Alitalia, ad esempio, paga di più il carburante, il leasing, la biglietteria e altro. Questa azienda, poi, ha dovuto subire un accordo capestro che, di fatto, ha permesso a Klm, Air France e Delta di decidere sulle rotte intercontinentali di Alitalia”. “Per me – ha concluso il numero uno della Uil – la partita non è chiusa e bisogna fare di tutto per evitare che 20mila famiglie subiscano le conseguenze di questa situazione. Noi speriamo di riaprire la discussione sul piano industriale, a partire proprio dalla riduzione dei sovraccosti e dall’eliminazione degli sprechi, altrimenti questa Compagnia, a pezzi o tutta intera, rischia comunque di essere svenduta con enormi costi sociali”.
“Prima di tutto l’azienda deve abbandonare l’attuale atteggiamento che ritengo grave: ‘dato che non è passato il nostro diktat allora tanto peggio tanto meglio’. No. Dopo 10 anni e tre fallimenti in corso con tanti soldi pubblici investiti questa è una posizione inaccettabile anche perché la proposta dell’azienda incideva solo per il 20% sul disavanzo accumulato in corso d’anno”. Lo afferma all’Adnkronos il sindaco di Fiumicino Esterino Montino intervenendo sulla situazione dell’Alitalia. “Per quanto riguarda il commissariamento – continua Montino – che si proceda con uno più commissari ritengo debbano essere persone di grande professionalità che non accompagnino l’azienda al cimitero o la smantellino pezzo per pezzo, ma che siano in grado di rovesciare la situazione attualmente molto brutta e possano ridare vigore e lustro a un’azienda così particolare come quella del trasporto aereo in competizione con tutto il mondo”.
Montino sottolinea poi come “nessuno ha proposto o propone di nazionalizzare l’Alitalia, ma si vorrebbero far entrare in campo grandi aziende italiane che possano fare sistema come per esempio Finmeccanica per la manutenzione, o altre società per il rifornimento del carburante. Una sorta di sistema di difesa dei nostri asset produttivi con l’obiettivo di difendere, tutelare oltre all’economia soprattutto il lavoro”. “Sono 40mila le persone coinvolte e oltre seimila tra diretto ed indotto: se perdessero il lavoro – conclude Montino – ricadrebbero sul mio comune e interesserebbero anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e altri sindaci dei comuni limitrofi all’aeroporto. Qui sarebbe un dramma che toccherebbe la sopravvivenza di migliaia di famiglie”.
“Noi chiediamo al governo di nominare due commissari e che si trovino le risorse perche’ Alitalia possa continuare a volare. I commissari si prendano tutto il tempo necessario per dare ad Alitalia una prospettiva che non sia il fallimento o lo ‘spezzatino’, che sarebbe vendere i singoli asset ai concorrenti”. Lo dice il presidente della commissione Attivita’ produttive, Guglielmo Epifani, (Mdp), parlando alla Camera. “Siamo preoccupati per la piega che sta prendendo la vicenda Alitalia, un voto contrario dei lavoratori era immaginabile perche’ in questi anni troppi errori si sono fatti come troppi sacrifici senza contropartitie e senza arrivare al risanamento dell’azienda”. Secondo l’esponente di Mdp “non si possono far ricadere gli errori del management sui lavoratori e sugli interessi del paese”. “Abbiamo bisogno di una compagnia che possa assicurare i collegamenti all’interno del nostro paese anche verso quelle parti che da sole non sono redditizie”, conclude.
“La storia di Alitalia segna il fallimento di un’intera classe dirigente del Paese”.Lo afferma il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in un post su facebook. “Matteo Renzi, dopo l’ingresso della compagnia degli Emirati Arabi Etihad aveva esultato: ‘Allacciatevi le cinture stiamo decollando’. Questa volta – aggiunge Rossi – si mostra preoccupato e chiede giustamente soluzioni che non siano la semplice vendita purchessia. Ha ragione. Noi speriamo sinceramente che una soluzione si possa trovare. Ma questa volta che sia seria perche’ il Paese e i lavoratori non potrebbero sopportare un altro imbroglio”. “E’ stupefacente – sottolinea ancora Rossi – come gran parte dei media scarichi sui lavoratori la responsabilita’ del disastro di Alitalia. Ci si dimentica cosi’ la scelta sciagurata di Berlusconi di bloccare la fusione con Air France, voluta da Prodi, il fallimento dei ‘capitani coraggiosi’ e i piani industriali sbagliati di tanti manager con stipendi da nababbi. I lavoratori – osserva ancora il governatore della Toscana – possono anche non avere fatto la scelta giusta ma chi li ha spinti a tanta esasperazione? Gli errori, a partire da Berlusconi, sono costati miliardi agli italiani che pagano le tasse. Ora a pagare saranno ancora i lavoratori e i cittadini”.
Questione Alitalia sul tavolo di palazzo Chigi: ieri pomeriggio si e’ tenuto un vertice al quale hanno partecipato oltre il presidente del Consiglio Gentiloni, i ministri Padoan, Calenda e Poletti. Dovra’ arrivare la richiesta al Mise da parte dell’azienda per aprire la trattativa con l’Europa: il governo non puo’ erogare fondi, per un prestito ponte serve il via libera di Bruxelles. Sara’ decisiva la prossima settimana quando arrivera’ anche una terna di commissari (Gubitosi dovrebbe di sicuro farne parte) ma lo Stato ha gia’ annunciato che serviranno 3-400 milioni per garantire l’operativita’ durante l’amministrazione controllata. Ma questione Alitalia anche al centro del dibattito politico. “Il Pd – annuncia Renzi durante il confronto tra i candidati alla segreteria dem su Sky – fara’ una proposta al governo entro meta’ maggio”. La premessa e’ che non e’ piu’ possibile attingere ai soldi pubblici, quindi no alla nazionalizzazione, ipotesi che e’ stata riproposta dal Movimento 5 stelle che proporra’ questa strada anche per le banche in difficolta’, quando nei prossimi giorni mettera’ in votazione sul blog il programma sul fisco e sulla politica bancaria. Fare con Alitalia cio’ che si e’ fatto per le banche e’ anche l’appello di Emiliano. Il Pd quindi si muove per la salvaguardia dei lavoratori: “occorre fare di tutto per evitare la liquidazione”, afferma Orlando mentre anche gli altri partiti pressano l’esecutivo a trovare una soluzione. “Occorre fare presto”, e’ l’invito di Bersani. “Tagliare gli sprechi e’ abbattere il 30% dei costi”, la ricetta del pentastellato Di Maio e anche le altre forze dell’opposizione attaccano: dal governo solo dilentattismo, l’affondo della Lega e di Forza Italia. Il governo nel frattempo esprime la preoccupazione per la situazione. A manifestarla e’ il premier Gentiloni mentre il ministro Delrio dice no all’ipotesi di uno ‘spezzatino’.